Carenza di iodio nei bambini e nelle donne in stato di gravidanza: ha fatto tappa oggi a Cagliari la Campagna di sensibilizzazione e informazione su questo problema diffuso nell'Isola. Infatti sono carenti il 50% delle donne in attesa di un figlio e il 22% dei bambini ha il gozzo, quasi il doppio del resto d'Italia. Il Progetto contro la carenza di iodio in pediatria, promosso da Società italiana di Endocrinologia e Diabetologia pediatrica (Siedp) è patrocinato da Comune di Cagliari e Asl 8.
Oggi nella scuola "Satta – Spano – De Amicis" gli alunni delle quinte e una quarta elementare e i loro insegnanti hanno preso parte ad un incontro curato da Sandro Loche, responsabile di Endocrinologia pediatrica dell'Asl di Cagliari, e che ha visto la partecipazione di Stefano Mariotti, presidente dell'Associazione italiana tiroide (Ait) e ordinario di endocrinologia dell'Università di Cagliari. "La prevenzione delle malattie della tiroide e del gozzo dovrebbe cominciare sin dall'infanzia – ha sottolineato Mariotti – e proprio per questo la campagna contro la carenza di iodio in pediatria è molto importante, è pratica, fornisce consigli alimentari, coinvolge i bambini nelle scuole". Tre questionari sono stati distribuiti a bambini, genitori e insegnanti per verificare la conoscenza della problematica e trasmettere informazioni pratiche sulle abitudini alimentari corrette da seguire, a scuola e a casa.
Da domani materiale informativo verrà distribuito nelle 76 scuole cittadine per coinvolgere 20mila bambini, attraverso l'assessorato comunale della Pubblica istruzione. "Lo iodio è essenziale per il buon funzionamento della tiroide. Un suo cattivo funzionamento a causa di una insufficiente introduzione di iodio – ha spiegato Loche – può provocare un deficit intellettivo e cognitivo, in particolare se riguarda soggetti in età evolutiva, donne in gravidanza e neonati. Ma attenzione, non basta respirare lo iodio magari passeggiando in riva al mare, è una convinzione errata. Serve invece un'adeguata alimentazione a base di cibi ricchi di iodio, come ad esempio pesce di mare, crostacei, molluschi". Loche e Mariotti hanno poi risposto alle domande e curiosità dei bambini.
"Per insaporire i cibi è preferibile fare uso di sale iodato.
Una tazza di latte al giorno contribuisce in maniera significativa al fabbisogno iodico giornaliero. Il latte materno poi, contiene una quantità di iodio più elevata rispetto a quello vaccino", ha concluso Loche.
Sanità, campagna sensibilizzazione nelle scuole sulla carenza di iodio







