Nuova protesta dei lavoratori dello stabilimento Alcoa di Portovesme (Carbonia Iglesias), ormai chiuso, questa mattina a Cagliari.
Un centinaio di operai sono arrivati dal Sulcis nel capoluogo sardo per un presidio davanti al palazzo della Regione Sardegna, in viale Trento. I 443 lavoratori diretti, che si trovano in mobilità dall'1 gennaio scorso, chiedono alla Regione di sollecitare la predisposizione di tavoli con il Ministero dello Sviluppo economico sulla trattativa di cessione dello smelter di Portovesme e sul costo dell'energia.
Attualmente i lavoratori stanno rallentando il traffico davanti al palazzo della Regione, battendo a terra i caschetti da lavoro, un simbolo della loro protesta.
Riprendere subito le manutenzioni dello smelter di Portovesme, come previsto dagli accordi sottoscritti, e accelerare sul processo di cessione degli impianti. È quanto chiedono i sindacati dei lavoratori Alcoa, che oggi sono giunti in presidio a Cagliari per un sit-in davanti al palazzo della Regione Sardegna.
"Siamo preoccupati per il futuro e vogliamo dare un supporto al presidente Pigliaru che è un nostro alleato e anche il primo interlocutore in questa vertenza – ha detto la segretaria dei metalmeccanici della Uil del Sulcis, Daniela Piras – rileviamo ritardi nelle notizie sui prossimi passaggi che per noi sono fondamentali quali il costo dell'energia e la vendita degli impianti di Portovesme. Per questo motivo chiederemo al presidente Pigliaru un incontro nei prossimi giorni".
Secondo Franco Bardi della Cgil sulcitana, "la Regione, in una fase di stallo del governo nazionale, deve sollecitare l'attivazione dei tavoli per trovare soluzioni in tempi rapidi.
Due sono gli obiettivi primari per raggiungere i quali è vitale il supporto del presidente Pigliaru: la procedura sul costo dell'energia e la continuità della manutenzione dell'impianto".
Vertice a Roma. La settimana prossima è previsto un vertice a Roma tra il sottosegretario al Mise, Claudio De Vincenti, e il governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, sulla vertenza Alcoa. Subito dopo, "entro le 48 ore successive", i sindacati chiederanno un incontro al presidente della Regione "e se non verrà fissato – avvertono – torneremo a Cagliari a reclamarlo. Pronti anche ad una nuova trasferta a Roma". È quanto emerso al termine della riunione tra una delegazione sindacale di Alcoa e il capo di gabinetto della presidenza della Regione, Filippo Spanu. Dopo il confronto il presidio degli operai sotto il palazzo di viale Trento, a Cagliari, si è sciolto.
"La richiesta accorata – sottolineano le segreterie territoriali di Fsm, Fiom, Uilm e Cub del Sulcis Iglesiente – è quella di avere da parte del presidente Pigliaru le giuste e forti pressioni nei confronti del Governo centrale affinché vengano definite le questioni fondamentali poste dalla Glencore, e condivise da Alcoa e Governo, come pregiudiziali alla definizione dell'accordo di cessione dello stabilimento". I sindacati chiedono che "venga mantenuto l'impegno assunto direttamente con il governatore Pigliaru finalizzato a mantenere un costante confronto in modo da poter puntualmente trasmettere le notizie ai lavoratori che – ricordano – ormai da 10 mesi mantengono un presidio ai cancelli dello smelter, cercando di gestire delicate e complicate situazioni sociali ed emotive tra coloro che non riescono a vedere un futuro definito".
C'è poi il problema della "mancata manutenzione, da ormai 3 mesi, degli impianti dello stabilimento: se questo dovesse protrarsi ancora – è il monito dei rappresentanti dei lavoratori – potrebbero essere compromesse le condizioni dell'immediata ripartenza".
Cani, Pd. "Manifestiamo il nostro pieno sostegno ai lavoratori, diretti e degli appalti, dello stabilimento Alcoa di Portovesme, che oggi hanno manifestato a Cagliari". Lo dice il deputato del Pd, Emanuele Cani.
"Pur rimanendo fiduciosi per la strada intrapresa per affrontare una vertenza delicata e complicata – aggiunge – ribadiamo la necessità di accelerare gli interventi relativi alla risoluzione dell'intero problema. In questa fase, manifestando attenzione e fiducia per la strada aperta anche dal Governo nell'affrontare la situazione, ribadiamo il pieno sostegno ai lavoratori".
Uras, Sel. "La situazione che vivono da mesi operai e dipendenti di Alcoa è davvero insostenibile e occorre trovare una soluzione in tempi rapidi: questo Governo non può più tergiversare sulla pelle dei lavoratori, deve immediatamente attivarsi per realizzare gli impegni assunti in Parlamento". A dirlo è il senatore di Sel, Luciano Uras, che ha presentato, assieme ad altri senatori di Sel e del Gruppo Misto del Senato, un'interrogazione urgente al ministro dello Sviluppo Economico circa la situazione degli impianti Alcoa. I parlamentari chiedono al Governo "quali iniziative in ambito europeo sta mettendo in campo per superare ogni impedimento all'applicazione di tariffe energetiche agevolate ai fini di una competitiva ripresa delle attività produttive industriali del settore dell'alluminio e degli impianti Alcoa in particolare".
"La Sardegna – prosegue l'esponente di Sel – forse più di altre regioni italiane, sta attraversando un'insopportabile crisi economica e sociale aggravata dalla progressiva deindustrializzazione dell'apparato produttivo regionale. Questa situazione di crisi è in parte riconducibile all'assenza di adeguati strumenti di pianificazione del settore energetico e alla mancata realizzazione di un sistema adeguato di impianti di produzione di energia a costi competitivi rispetto all'andamento del mercato energetico nazionale ed internazionale". "Da mesi – prosegue Uras – sono stati redatti accordi e affidamenti, con la partecipazione della Regione, degli enti locali, dei sindacati, del governo e dei soggetti imprenditoriali interessati, funzionali alla cessione degli impianti industriali ai fini della ripresa della produzione.
Nonostante ciò, tutto sembra essersi vaporizzato in quella nebulosa di annunci che ormai contraddistingue questo Esecutivo, e a che punto sia lo stato di questi accordi non è dato ancora saperlo".







