"Il tentativo di riforma delle Province e degli enti locali così come oggi procede in Sardegna non solo paralizza e rallenta i servizi rimasti in capo alle Province, ma rischia di trasformare in precari gli oltre 2000 dipendenti che vi operano. Dalla Regione il sindacato attende il rispetto degli impegni presi lo scorso novembre dalla Giunta regionale, cioè concordare tappe, contenuti e tempi della riforma e salvaguardare gli assetti occupazionali", ho ribadito il segretario Cisl Ignazio Ganga, il quale annuncia che "se questo non avverrà in tempi brevi e non si avranno certezze sul ruolo, sede e funzioni e contratto dei lavoratori interessati, la mobilitazione sindacale del pubblico impiego sarà immediata.
"Per accompagnare la Sardegna fuori dalla crisi serve un intervento di innovazione istituzionale diverso da quello che si sta avviando con l'attuale riforma degli enti locali. La riorganizzazione dei poteri – ha aggiunto Ganga – deve interessare contemporaneamente l'intera architettura dell'isola a partire dall'Ente Regione per arrivare al territorio e quindi agli enti locali, al sistema sanitario isolano, ai servizi all'occupazione, alla semplificazione e sburocratizzazione della macchina amministrativa. E' irrazionale un progetto di riordino territoriale calato dall'alto che da una parte supera le Province e dall'altra rischia di camuffarle da Associazioni di Unioni dei Comuni. Un progetto che deve, con la necessaria urgenza, essere oggetto di confronto col sindacato sul trasferimento delle 146 funzioni oggi in capo al sistema delle Province, alcune delle quali non inquadrabili all'interno del sistema delle Unioni dei Comuni prossime venture".
"La riforma per funzionare dovrà partire dal basso attraverso un percorso che deve tener conto di alcune specificità – ha concluso Ganga – come la forte presenza di piccoli Comuni e una realtà geografica interna complicata anche per via dei trasporti e della viabilità. Dei 377 Comuni, 258 sono sotto i 3.000 abitanti e 118 sotto i 1.000: l'83% del totale. I residenti in queste comunità sono il 31,6% della popolazione".
Erriu. "Il tavolo della discussione tra la Regione e i sindacati sul riordino delle autonomie locali è tra i più avanzati in Italia", ha dichiarato l'assessore regionale degli Enti locali, Cristiano Erriu, in risposta all'intervento del segretario della Cisl, Ignazio Ganga, sulla riforma degli enti locali.
"Il confronto sulla riqualificazione del personale, sul potenziamento dei servizi a beneficio dei cittadini e sulla valorizzazione delle competenze dei lavoratori degli enti locali, compresi i dipendenti delle società in house, vede una comune visione tra la giunta regionale e i sindacati confederali della Funzione pubblica. Per questi motivi – ha aggiunto Erriu – risultano ancora più inspiegabili gli atteggiamenti di coloro che sembrano interessati non a rappresentare i lavoratori del pubblico impiego e a tutelarne gli interessi quanto a difese corporative di natura politica o territoriale, le quali vanno lasciate al dibattito politico e non andrebbero mascherate con posizioni di tutela sindacale che procedono al di qua di ogni strumentalizzazione o manipolazione".
"Nei prossimi giorni – ha concluso l'esponente della giunta Pigliaru – è prevista la convocazione di ulteriori tavoli di confronto con l'obiettivo di procedere con la negoziazione che, sinora, ha visto una presenza attiva e responsabile delle varie rappresentanze politiche e sindacali".







