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"Un risultato storico frutto della lunga battaglia della Coldiretti. Finalmente si farà chiarezza sulla provenienza delle carni dando gli strumenti ai consumatori di poter scegliere e sapere cosa stanno comprando e allo stesso tempo tutelando i nostri produttori, che spesso vedono vanificato il proprio lavoro proprio negli scaffali dei macelli. In questo modo siamo certi di portare a casa un prodotto al 100 per 100 tricolore". Così il presidente della Coldiretti sarda, Battista Cualbu, plaude all'introduzione dell'etichettatura che da mercoledì 1 aprile scatterà anche per le carni. "Non sarà più anonima – spiega – la provenienza della carne fresca di maiale, di agnello e capretto grazie all'entrata in vigore anche in Italia del nuovo Regolamento che impone l'indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili".
Dalla norma restano escluse le carni di coniglio, di cavallo ma anche quelle di maiale trasformate in salumi. "Una carenza che va colmata al più presto – sottolinea Cualbu – anche perché speriamo che, soprattutto per i salumi, sia una norma che ci riguarderà presto da vicino perché significa che abbiamo debellato definitivamente la peste suina".In Italia due prosciutti su tre sono fatti da maiali stranieri.
"Adesso nelle etichette di questi nostri prodotti – continua il direttore della Coldiretti, Luca Saba – troveremo la scritta 'origine Italia'". Si completa così un percorso iniziato circa 15 anni dall'obbligo di etichettatura di origine per la carne bovina fresca, introdotta sotto la spinta dell'emergenza "mucca pazza".