Per costruire una struttura residenziale nelle campagne non solo bisognerà possedere una superficie minima di almeno tre ettari, ma occorrerà essere imprenditori agricoli o, in caso di persone giuridiche, aziende che svolgono prevalentemente attività agricola. Non è servito il voto segreto chiesto dal capogruppo Fi Pietro Pittalis che ha tentato di far crollare l'intesa trovata nella maggioranza di centrosinistra. Invece i diversi esponenti delle componenti minoritarie del centrosinistra Cd, PdS, Rossomori e Sel, facendo un passo indietro sugli emendamenti presentati, hanno raccolto l'invito dell'assessore dell'Urbanistica, Cristiano Erriu, per rinviare le modifiche sull'agro alle direttive per le zone agricole e alla legge urbanistica. Al termine della votazione segreta i favorevoli sono stati 29 mentre i contrari 23.
La stessa norma, introdotta con l'ennesimo emendamento sostitutivo totale da parte della Giunta, prevede che negli ambiti costieri, fino all'adeguamento dei Piani urbanistici comunali al Piano paesaggistico regionale, non si potranno realizzare punti ristoro. E queste disposizioni sono immediatamente operativa e prevalgono sulle disposizioni dei Puc, a meno che queste ultime non siano ancora più restrittive.
E' scontro in Consiglio sulla norma per le residenze in campagna tra maggioranza e Forza Italia. "In Consiglio si conferma un dato politico gravissimo: in materia edilizia e urbanistica Giunta e maggioranza sono commissariate dal segretario regionale del Partito Democratico" commenta il capogruppo forzista, Pietro Pittalis, dopo la conferma del limite di 3 ettari per l'edificazione nei suoli agricoli. "Si predilige ancora una volta la fazione all'interesse della collettività e soprattutto ad una scelta per contrastare lo spopolamento delle campagne, in particolare per i piccoli comuni. Insomma, come dimostra anche la vicenda dell'Imu agricola – prosegue – per la sinistra la campagna non è un bene la cui proprietà si possa esercitare pienamente, ma solo un punto di riferimento per imporre tasse e balzelli". Pittalis ribadisce che "con questa legge e con il ritorno al piano Soru del 2006 non comincia nessun domani, ma si torna alle logiche di ieri" e sottolinea che "l'intervento a gamba tesa sull'agro del centrosinistra aggrava la già critica situazione del comparto agro-pastorale". Parla di "un altro colpo sotto la cintura al mondo delle campagne" anche Ugo Cappellacci. "Prima a Roma Renzi – commenta – introduce l'Imu agricola e spreme gli agricoltori mentre aumenta le spese dei suoi ministeri, a Cagliari Pigliaru comprime la proprietà di chi ha un piccolo appezzamento solo per obbedire all'editto di Oristano promulgato da Renato Soru". Per l'ex governatore "ancora una volta prevale una visione elitaria, snob".
Riparte dal "cuore" della normativa l'esame della Legge casa in Consiglio regionale: questo pomeriggio in Aula focus sugli incrementi volumetrici per le abitazioni, gli edifici commerciali, artigianali e industriali. E non mancano le fibrillazioni tra gli schieramenti. Il capogruppo del Psd'Az, Angelo Carta, ha sollecitato il rinvio del testo in commissione di fronte all'ennesimo emendamento sostitutivo totale presentato dalla Giunta e che, denuncia, "stravolge il lavoro fatto dall'organismo consiliare".
Per il leader dell'Uds Mario Floris, si sta legiferando usando il "sistema Renzi", con schermaglie interne alla maggioranza "che finge di litigare per poi approvare compatta quello che ha deciso qualcuno fuori dall'Aula". La richiesta del rinvio della norma in commissione è stata respinto e i lavori proseguono con l'articolo 19 e con l'emendamento sostitutivo 125 dell'esecutivo che, se approvato, avrebbe l'effetto di far decadere una valanga di proposte di modifica presentate dalle opposizioni, dando di fatto un'accelerata all'esame del testo.







