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“Mi hanno fatto visita le Iene . Si trattava di una ragazza che si chiama Nadia Toffa che era accompagnata ad un falso paralitico alle gambe in sedia rotelle per incidente. Poiché grazie ad un colloquio con me in passato già aveva mosso le braccia un tetraplegico da incidente più grave, muove le braccia da un anno un tetraplegico con diagnosi di “paralisi progressiva” e continua a stare benissimo dopo un colloquio avvenuto 3 anni fa e fiori prescritti da me con diagnosi ancora attuale di Sclerosi multipla, ho preso in esame il caso. Pensavano di ridicolizzarmi quando lui si è finto guarito ed ha urlato . Ne è seguito un interrogatorio a toni intimidatori (…) mi ha detto che il rito della medaglietta era blasfemo, mi ha detto che ero pericolosa perché deviando i tumorali dalla cura con i chemioterapici li potevo uccidere, da altre domande che mi ha posto si capiva che non sapeva niente di psicosomatica, della ricerca medica promossa dalle case farmaceutiche, del terrorismo medico come strumento di potere, mi ha chiamata mitomane e drogata”.

La denuncia è di Gabriella Mereu, medico, omeopata e grafologa cagliaritana, che è stata raggiunta da Nadia Toffa, inviata de Le Iene, durante una sessione di visite ambulatoriali a Cesena. La Mereu ha fatto dello studio delle piante officinali e dei rimedi omeopatici, della terapia verbale “tramite l’uso della metafora-malattia che rende le persone consapevoli del significato dei loro sintomi” (cit. Gabriella Mereu), la sua missione aprendo una vero e proprio gruppo di studio che coinvolge direttamente migliaia di persone che quotidianamente testimoniano la loro esperienza. 

Fiori di Bach, terapia verbale, psicosomatica o più comunemente “cure alternative”: una salvezza per alcuni, un magistrale raggiro per altri.

La testimonianza

“Nell’unico intento di demistificare e dissacrare l’alternativa alla medicina ufficiale, spesso non si tiene conto dei dettagli e delle testimonianze. Nel gruppo Facebook della dottoressa (quasi 24000 iscritti ndr) – afferma una paziente iscritta alla pagina del social network – le parole d’ordine sono ricerca e sperimentazione, nessuno viene mai deviato o distolto dalle cure tradizionali prescritte dai medici di famiglia o dagli specialisti. Anzi, la dottoressa raccomanda sempre ai suoi pazienti di non abbandonare le terapie già in corso e di condividere col resto del gruppo qualsiasi tipo di cambiamento (positivo o negativo) si verifichi dall’utilizzo delle sue sperimentazioni. Inoltre lei presta la sua consulenza online a tutti senza chiedere nulla in cambio”.

“Io grazie ai suoi consigli sono guarita da una brutta psoriasi che era riconducibile al rapporto conflittuale con mia madre e che nessun altro medico era riuscito a debellare. Molti lo chiamano effetto placebo – continua – , altri condizionamento. Io lo chiamo cura. Non mi interessa che sia canonico o meno, che sia convenzionale o no. Mi interessa l’effetto, il risultato. La verità è che il mondo nel quale ti introduce la dottoressa è un mondo diverso, un mondo che gli altri chiamano strano, di creduloni, di cure millantate o bufale magistrali. Ma basterebbe qualche giorno di osservazione per leggere post in cui la dottoressa invita tutti a studiare con lei e valutare le esperienze in maniera collettiva. Stiamo parlando di cure naturali, di fiori, o di riti con radici antiche che si collegano e richiamano perfettamente il mentalismo e il condizionamento psicologico, perché la natura offre il mezzo, ma è il nostro cervello quello che ci cura. E non è la dottoressa a dirlo, ma anche fior fiore di studi scientifici. Per questo dispiace quando la questione viene affrontata in maniera superficiale, perché non tutto è riconducibile al tangibile”.

Intanto sulla pagina ufficiale dell’inviata de Le Iene non si fa ancora menzione della visita alla Mereu e su quella del programma televisivo viene annunciato per giovedì sera in prima serata il servizio “Salviamo gli ulivi del Salento” a firma di Nadia Toffa. Per il servizio sulla Mereu ci sarà quindi da attendere le prossime puntate.