La Keller Elettromeccanica di Villacidro è fallita. La Corte d'appello del tribunale di Cagliari, sezione civile, ha emesso il verdetto che sancisce di fatto il fallimento dell'azienda di carrozze ferroviarie, con stabilimento primario a Villacidro e secondario a Carini, in Sicilia.
I giudici di secondo grado hanno respinto il ricorso contro la sentenza di primo grado presentato da 420 lavoratori, organizzazioni sindacali, Ministero dello Sviluppo economico e Regioni Sardegna e Sicilia. In primo grado i giudici avevano respinto la richiesta di concessione dell'amministrazione straordinaria. La Corte d'appello ha di fatto stabilito che non esistono i requisiti, allo stato della situazione venutasi a creare nel tempo, per cercare una soluzione alla crisi aziendale attraverso l'amministrazione straordinaria da parte di un commissario di nomina ministeriale.
La Keller ha smesso l'attività produttiva da cinque anni per mancanza di liquidità e pesante deficit di cassa ed era finita in liquidazione giudiziale. I tentativi da parte del commissario liquidatore di trovare acquirenti non sono andati in porto e, dopo i vari passaggi procedurali in tribunale, è arrivato adesso l'ultimo atto del fallimento. A Villacidro perdono il posto di lavoro 276 dipendenti, i rimanenti a Carini.
Pili. "Il fallimento della Keller decretato oggi è il fallimento della Regione e del Governo in una vertenza dove le istituzioni sono state incapaci di qualsiasi serio intervento per il salvataggio dell'azienda di Villacidro". Lo afferma il deputato di Unidos, Mauro Pili, annunciando un'interrogazione urgente al ministro dello Sviluppo economico.
"I ritardi, le false promesse di intervento finanziario, il lassismo di una giunta regionale inesistente – aggiunge Pili – hanno portato all'ennesimo durissimo colpo all'industria sarda.
Un anno di annunci fallimentari, compreso lo spot del presidente del Consiglio, e ora la mazzata con il fallimento che vanifica le speranze di un intero territorio e quello regionale più in generale, duramente provato dalla crisi economica e occupazionale. La mancata ripresa produttiva dello stabilimento e il suo fallimento non solo manda a casa oltre 400 lavoratori ma costituisce un colpo letale per il territorio e l'intera Sardegna. Con questo atto si decreta la fine di una tra le più importanti aziende private, interamente italiane, attive nella progettazione, costruzione e ristrutturazione di materiale rotabile. L'esperienza, gli specialisti qualificati, i sistemi produttivi di ultima generazione, le apparecchiature di controllo ed il continuo aggiornamento del personale, rendevano la Keller una realtà altamente competitiva. L'assenza e l'incapacità della regione e del governo nazionale sono evidenti. Ora serve un piano immediato – conclude il leader di Unidos – in grado di consentire l'individuazione di seri interlocutori per rilevare l'azienda e farla ripartire. Occorre vigilare per evitare lo smembramento della fabbrica. Occorre un'azione decisa per evitare che sia persa per sempre un'azienda in grado di essere all'avanguardia ma anche di creare occupazione rilevante. Per questo motivo Regione e Governo devono mettere in campo un serio piano in grado di salvaguardare i livelli occupazionali e garantire la ripresa produttiva".







