Il presunto boss Niveo Batzella, già condannato in primo grado per omicidio, ha deciso di farsi interrogare davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari al processo che lo vede imputato per aver tentato di organizzare il sequestro di persona a scopo di estorsione di Alessandro Podda, titolare del caseificio Podda di Sestu fondato dal padre Ferrucciu.
"Mio nipote dice solo bugie" – ha detto ai giudici riferendosi al pentito Gianfranco Batzella diventato il grande accusatore in questo procedimento – Non so se lui e Efisio Mereu (dipendente del caseificio e presunto basista, ndr) abbiano preparato il sequestro, ma non capisco perché mi stiano mettendo in mezzo". Difeso dall'avvocato Riccardo Floris, Batzella ha risposto alle domande del pubblico ministero Rossana Allieri, negando di aver partecipato ai preparativi per il rapimento dell'imprenditore caseario.
Gianfranco Batzella ed Efisio Mereu sono stati processati in abbreviato e condannati a cinque anni di reclusione per lo stesso reato, mentre Niveo Batzella – ritenuto dall'accusa il capobanda – ha scelto la via del dibattimento. Già condannato all'ergastolo in primo grado per l'assassinio del titolare di un night club, Gianluca Carta, e sotto processo anche per un secondo omicidio, quello dell'operaio Sergio Tronci (picchiato a morte e trovato carbonizzato nel bagagliaio della sua auto), l'imputato ha dunque accettato di farsi esaminare in aula.
Ha cercato di minare la credibilità del nipote, diventato il principale teste dell'accusa, sostenendo che le accuse nei suoi confronti sono tutte inventate. Il processo riprenderà il 9 giugno con la chiusura del dibattimento e la requisitoria del pubblico ministero Allieri.
Uncategorized Sequestro Podda, presunto boss: “Mio nipote? Un bugiardo”
Sequestro Podda, presunto boss: “Mio nipote? Un bugiardo”







