Il Tar ha sentenziato: nessun risarcimento per la morte del caporalmaggiore Valery Melis, il militare di Quartu morto nel febbraio 2004 dopo una lunga malattia che lo aveva colpito quattro anni prima, di ritorno da una missione in Kosovo.
“Non fu dovuta all’uranio impoverito la malattia – ha anticipato il quotidiano L’Unione Sarda, riportando la sentenza – non esistono dati sulla cancerogenità delle nanoparticelle, quindi non può essere questa la causa della morte del soldato stroncato dal linfoma di Hodgkin”, è quanto stabilito dal Tar che ha così respinto la richiesta di risarcimento avanzata dai genitori, Dante e Marie Claude Melis, che hanno presentato ricorso.
E’ questa la seconda parte dell’azione legale, e riguarda i danni amministrativi, portata avanti dai genitori del soldato.
Infatti nel 2011 il Tribunale civile di Cagliari aveva, invece, condannato il ministero della Difesa a risarcire con 584 mila euro i familiari di Valery. Il giudice Vincenzo Amato aveva anche ritenuto responsabile l’Esercito di essere stato a conoscenza dei rischi a cui i soldati andavano incontro negli anni Novanta, durante le missioni balcaniche. Una sentenza contro la quale il ministro della Difesa non ha presentato ricorso giudiziario.







