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Giocatori rossoblú molto spaventati per l'irruzione degli ultrà nel ritiro di Assemini.

Ma a qualche ora dall'assalto la situazione sembra tornata alla normalità. Il blitz è stato improvviso: la squadra poco dopo le 20 si è trovata di fronte una trentina di persone che hanno urlato la loro rabbia per le prestazioni e la posizione in classifica del Cagliari. Un aggressione verbale, ma non risultano atti di violenza nei confronti dei giocatori. Il faccia a faccia sarebbe durato non più di un quarto d'ora e gli ultrà sarebbero andati via da soli dopo essersi sfogati con giocatori e staff. Stamattina il presidente del Cagliari Tommaso Giulini parlerà con la squadra: solo a quel punto la società prenderà una posizione ufficiale sull'accaduto. I giocatori erano in ritiro ad Assemini da lunedì scorso per scelta del club dopo la sconfitta di sabato con il Genoa. Un modo per trovare compattezza e concentrazione dopo gli ultimi ko. E il tecnico Zdenek Zeman aveva imposto subito doppio allenamento giornalieri. Oggi l'eccezione: dopo la seduta di questa mattina era stato cancellato il ritorno in campo pomeridiano. Una decisione evidentemente legata allo stato di forma, forse ritenuto soddisfacente dall'allenatore. O forse un premio per l'impegno degli ultimi giorni. Alle 20 l'inattesa irruzione.
Scavalcare reti o muri del centro sportivo è stato relativamente facile: gli ultrà hanno subito puntato verso il cuore del piccolo villaggio nelle campagne di Assemini. C'è un precedente: nel 2005 gli ultras avevano fatto irruzione nel centro sportivo per contestare la decisione della società che aveva richiamato in panchina l'allenatore Daniele Arrigoni. Il mister di Cesena fu esonerato dopo appena una partita. Ora, a distanza di dieci anni, un nuovo blitz.