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Momenti di tensione per un diverbio negli spogliatoi del Sant'Elia tra un giornalista della Gazzetta dello Sport e alcuni giocatori del Cagliari che gli contestavano il contenuto dell'articolo sulla ricostruzione di quanto accaduto durante il blitz degli ultrà di venerdì ad Assemini durante il ritiro della squadra. Dei fatti è stato informato anche il questore di Cagliari, Filippo Dispenza, presente nel piazzale davanti allo stadio. Lo stesso questore ha preso visione dell'articolo contestato dai giocatori. C'è stato anche un chiarimento con il direttore sportivo del Cagliari, Francesco Marroccu.

Animato dopo partita con il Napoli in sala stampa. Dopo un'ora e mezza di attesa si sono presentati il direttore sportivo Francesco Marroccu e il capitano Daniele Conti, per chiarire alcuni aspetti dei fatti accaduti poco prima fuori dalla sala stampa e gli altri accaduti venerdì sera nel centro sportivo di Assemini, quando una ventina di ultras hanno contestato vivacemente i giocatori per gli insuccessi della squadra e una retrocessione sempre più probabile. Qualcuno aveva parlato anche di qualche ceffone assestato a un giocatore, ma la società aveva smentito ogni violenza fisica, pur confermando l'aggressione verbale. Prende la parola Francesco Marroccu per spiegare quanto accaduto subito dopo la fine della partita fuori dalla sala stampa.

"Da parte di alcuni giocatori sono stati chiesti chiarimenti a un giornalista (Francesco Velluzzi, della Gazzetta dello Sport) riguardo un articolo da lui scritto i giorni scorsi circa le presunte notti brave e la bella vita di alcuni calciatori del Cagliari, con tanto di nomi e cognomi. Non è stato bello scrivere queste cose in un momento in cui la squadra sta retrocedendo. I cattivi risultati non sono dovuti alla mancanza di professionalità da parte dei calciatori. Abbiamo chiarito tutto con l'interessato, che oltre tutto è di Cagliari e ama questa squadra, e tutto si è ricomposto".

Dopo il direttore sportivo la parola è passata al capitano Daniele Conti e non è stato, quello con i giornalisti, un confronto molto sereno. "Dite che siamo i primi noi a non credere nella salvezza, ma è una falsità. La squadra dà l'anima – ha precisato fermamente il capitano – è evidente che abbiamo molti limiti se siamo penultimi in classifica. Possiamo anche dire che non siamo all'altezza, anche per l'inesperienza di tanti giovani, ma non parlate di scarsa professionalità e non attaccamento a questa maglia".

Sugli episodi di venerdì al centro sportivo di Assemini, Conti afferma che "non è successo niente di quello che è stato scritto, nessuno schiaffo, solo una chiacchierata abbastanza accesa con i tifosi. Io ho smesso da tempo di leggere i giornali e le cavolate che spesso scrivete". A chi ha fatto notare che ieri l'allenatore Zeman e il vice presidente Filucchi avevano parlato in tutt'altro modo sui fatti accaduti, il capitano risponde che "questo è quello che so io, gli altri non so".