A cantiere ormai riaperto, restano ancora un mistero i nomi degli archeologi che cureranno la nuova campagna di scavi nel sito di Mont'e Prama, dove la scorsa estate sono stati rinvenuti due nuovi straordinari giganti di pietra ora esposti in attesa di restauro al museo civico di Cabras a pochi passi da sei tra guerrieri, pugilatori e arcieri già restaurati provenienti dai primi scavi di 40 anni fa.
"Non ce li hanno ancora comunicati, in ogni caso dovranno avere una buona esperienza di archeologia nuragica", ha spiegato l'archeologo della Soprintendenza ai Beni culturali Alessandro Usai, che dopo quella del 2014 curerà la direzione scientifica anche della nuova campagna di scavi affidata dalla società Arcus del ministero per i Beni Culturali alla cooperativa Archeosistemi di Reggio Emilia.
Per vedere al lavoro la nuova squadra di archeologi comunque bisognerà avere ancora pazienza. Oggi e nei prossimi giorni non si andrà oltre semplici lavori di pulizia dell'area e in particolare di sfalciatura dell'erba cresciuta rigogliosa in questo avvio di primavera. La squadra della Archeosistemi arriverà solo la prossima settimana ma per l'avvio dello scavo sarà comunque ancora presto. Le prime operazioni, ha spiegato il dottor Usai, riguarderanno infatti l'allestimento del cantiere.
Anzi del doppio cantiere, perché l'appalto aggiudicato della società Arcus riguarda Mont'e Prama solo in parte. Il grosso del finanziamento riguarda infatti il sito archeologico della città punico romana di Tharros distante da Mont'e Prama solo pochi chilometri in linea d'aria.
Cultura Mont’e Prama, riapre il cantiere. Mistero sulla squadra degli archeologi
Mont’e Prama, riapre il cantiere. Mistero sulla squadra degli archeologi






