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"Mi chiedete se ci crediamo ancora? Non voglio più sentire questa domanda, non vi rispondo": Gianluca Festa, allenatore del Cagliari,terzo della stagione, è piuttosto risoluto davanti alla domanda di rito dei cronisti dopo la vittoria dei rossoblu contro il Parma. Poi prosegue: "Cerchiamo di tenere il lumicino della speranza acceso fino all'ultimo istante, finché non si spegnerà eventualmente del tutto. Questo è il nostro obiettivo. Il discorso salvezza è predominante, e Festa non si sottrae: "Noi giocheremo al massimo partita dopo partita – dice ancora l'allenatore dei sardi -, lo dobbiamo a noi stessi, alla società, ai tifosi. Non ci poniamo altri problemi''.
Tornando indietro alla brutta sconfitta con il Chievo dopo la vittoria altisonante con la Fiorentina, Festa giustifica i suoi ragazzi dicendo sostenendo che "a Verona eravamo mentalmente scarichi. Ma il Cagliari è questo: capace di una grande prestazione e poi di battute a vuoto. L'impegno dei ragazzi è sempre stato massimo, professionalmente esemplare. Ma ci sono anche gli avversari". Infine un pensiero alla prossima partita di sabato a Torino contro la Juventus, che gioca domani in coppa dei campioni. "Per loro non sarà un problema, ci sono abituati e con tutti i campioni che hanno non avranno difficoltà a schierare la formazione migliore. I miei ragazzi non vedono l'ora di giocare con i campioni d'Italia".
Roberto Donadoni, allenatore del Parma ed ex del Cagliari, è stato accolto al suo ingresso in campo da un caloroso e prolungato applauso dei tifosi sardi "Entrare in campo e ricevere una tale testimonianza di affetto e di stima mi ha reso orgoglioso – commenta il tecnico parmense -. Quando sono stato qui ho vissuto pienamente la gente di Cagliari perché è come me, siamo uguali. E non sono frasi di circostanza. Certo che mi piacerebbe tornare in un posto dove sono stato benissimo". Sulla partita il suo commento è molto sereno nonostante lo 0 a 4 subito. "Una partita cominciata male – dice Donadoni -, abbiamo preso subito gol per una disattenzione. Abbiamo avuto poca lucidità in difesa per tutto il primo tempo e infatti nel secondo siamo passati alla marcatura a uomo. Oggi e con la Lazio non abbiamo messo molta intensità. Il primo responsabile di questo sono io, e non deve accadere". L'allenatore del Parma conferma quanto va dicendo da diverso tempo: "Giocare in una situazione come quella in cui si sono trovati i ragazzi, non è facile. Le risorse mentali le hanno spese prevalentemente per far fronte a una situazione davvero insostenibile. Ma sono sempre stati ragazzi e professionisti eccezionali".