Una folla composta, ammutolita ha attraversato la navata di Santa Maria della Neve a Orune per dare l'ultimo saluto a Gianluca Monni, lo studente di 19 anni ucciso ieri mentre aspettava il bus della scuola. Un omicidio barbaro, che ha spezzato la vita di un giovane e lasciato sgomento un intero paese. Ed è ai ragazzi che si rivolge nella sua omelia il vescovo di Nuoro Mosè Marcia, le sue parole risuonano alte tra le navate della cattedrale: "E' con voi giovani che voglio parlare principalmente, perché chi ha ucciso Gianluca non è un anziano, è un giovane. Non lasciatevi rubare la speranza, combattete contro l'odio con l'amore, contro l'offesa con il perdono, contro la discordia con l'unione. Siate uno strumento di pace nelle mani di Dio perché è l'unico modo di salvare la comunità". L'alto prelato ha dato anche la sveglia alla comunità di Orune un paese segnato dal sangue da decenni: "Orune svegliati – ha intimato il vescovo – c'è un mare di sangue qui che ha segnato intere generazioni. Non permettere che si continui così. Chi ha ucciso Gianluca ha stroncato la vita, il sogno della sua giovinezza, ha reciso una pianta promettente, ma ha stroncato la speranza della famiglia e della comunità".
Una cerimonia straziante per i genitori del giovane ucciso, Rita e Salvatore, che entrano in chiesa tendendo la mano sulla bara, ad accarezzare per l'ultima volta quel figlio che stanno perdendo per sempre. Dietro di loro Eleonora e Pasquale, la fidanzata e il fratello di Gianluca, distrutti dal dolore. Un delitto inaccettabile per i compagni di scuola, per gli amici e per gli studenti di tutta la provincia. Studenti che dopo il dolore e lo choc di ieri, hanno reagito con una folla oceanica stamattina davanti all'istituto professionale Alessandro Volta di Nuoro, dove il giovane frequentava l'ultimo anno di studi, per dire no alla violenza e rendere omaggio al compagno ucciso.
"Un evento tragico ci ha catapultato in un momento che mai avremmo immaginato di conoscere – dice al microfono una compagna di scuola tra i singhiozzi – Non riusciamo a concepire la morte a 19 anni, oggi piangiamo perché il sorriso radioso di Gianluca non lo rivedremo mai più".







