Dopo il riconoscimento dato ai Tenores di Orgosolo e al velista Andrea Mura, la terza edizione del Premio Shardana va alla memoria del genetista Antonio Cao, il medico pediatra scomparso nel 2012 che fu il fondatore dell'ospedale Microcitemico di Cagliari, dove oggi vengono seguiti un migliaio di pazienti talassemici di tutta la Sardegna, con una media di 40 trasfusioni al giorno.
Un centro che si candida a diventare l'ospedale dei bambini di tutta l'Isola, all'interno dell'Azienda Brotzu dopo lo scorporo dalla Asl di Cagliari, e che verrà intitolato allo stesso Cao, come ha auspicato l'assessore regionale della Sanità, Luigi Arru, che ha ricordato la figura del professore.
Il Premio, che viene assegnato a quelle personalità che hanno dato lustro all'Isola attraverso la loro attività, è stato consegnato in duplice copia questa mattina dal presidente del Rotary Club Cagliari Est, Michele Russo, alla famiglia Cao e al direttore sanitario del Microcitemico, Maria Gabriella Nardi, con la motivazione di avere "contribuito in maniera determinante, con i suoi studi, alla prevenzione e cura della talassemia". Cao, che aveva ricevuto anche la più alta onorificenza della Regione, il Sardus Pater, ha, infatti, dedicato l'intera sua esistenza alla cura dei bambini affetti da questa patologia e grazie alla sua attività professionale e scientifica sono stati fatti grandi passi avanti nella lotta alla talassemia.







