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Un infermiere di Emergency, che ha prestato servizio in Sierra Leone, è risultato positivo al test Ebola eseguito nel pomeriggio di oggi presso il centro "Lazzaro Spallanzani" di Roma. Il campione di sangue è arrivato a Roma nella tarda mattinata di oggi dalla Sardegna. Lo rende noto il ministero della Salute.

È ancora ricoverato nella sezione ad alto isolamento del reparto di Malattie infettive dell'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari l'infermiere sassarese che ha contratto il virus dell'Ebola durante un soggiorno di tre mesi in Sierra Leone. Le sue condizioni – secondo l'ultimo bollettino medico – "sono stabili e i parametri vitali, costantemente monitorati, sono nella norma".
Il paziente è un volontario di 37 anni di Emergency.
Rientrato il 7 maggio dalla Sierra Leone, dove ha lavorato come infermiere volontariato, ha iniziato a presentare i primi sintomi febbrili, con febbre oltre i 39, da domenica sera.
Ricoverato lunedì pomeriggio, è stato sottoposto a terapia antipiretica e antibiotica e non ha manifestato sintomi gastrointestinali. I medici precisano anche che è autonomo e collabora e la situazione "è sotto controllo" 

Boldrini. "Auguri di pronta guarigione da parte mia e di Montecitorio all'infermiere di Emergency positivo al test Ebola. Fieri del suo impegno". Così in un tweet la presidente della Camera, Laura Boldrini. 

Sassari. E' stata gia' attivata la rete di emergenza della Prefettura di Sassari e del Comando Carabinieri del NAS in seguito alla notizia della conferma di un nuovo caso di Ebola in Italia. Il Ministero della salute e l'AIFA hanno già predisposto le misure necessarie per rendere disponibili presso lo Spallanzani i farmaci. Per rispettare la privacy del paziente e della famiglia, non verranno rese note le generalità, fa sapere il Ministero della Salute. Il primo bollettino medico, come da prassi, verrà emesso dallo Spallanzani. 

L'infermiere sassarese che ha contratto il virus dell'Ebola ha avuto contatti con alcune persone, dopo essere rientrato dalla Sierra Leone. Lo precisa l'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, che annuncia in un comunicato che "a scopo precauzionale sono state attivate le stabilite procedure di controllo e di sicurezza per le pochissime persone che hanno avuto contatti con il paziente". 

Con l'infermiere sardo ricoverato oggi allo Spallanzani sono 27 le persone contagiate dal virus Ebola e trattate fuori dall'Africa. Solo cinque pazienti sono morti, mentre al momento non ce n'è nessun altro in trattamento.
I primi due operatori internazionali ad essere trasferiti dal suolo africano sono stati Kent Brantly, un medico di 33 anni, e Nancy Writebol, infermiera di 59, che facevano parte dell'organizzazione umanitaria Samaritan Purse. Entrambi sono stati curati con il siero sperimentale Zmapp. In totale negli Usa sono undici le persone curate, di cui due sono morte: si tratta del visitatore liberiano che ha portato il virus a Dallas, da cui poi si sono infettate due infermiere, e Martin Salia, un medico che si era ammalato in Sierra Leone.
In Europa il virus e' arrivato il 7 agosto del 2004, con il rimpatrio di Miguel Panares, missionario in Liberia, deceduto pochi giorni dopo. Un altro missionario nelle settimane successive e' stato riportato in Spagna ma e' morto, mentre un'infermiera contagiata mentre lo curava e' guarita.
Nel vecchio continente sono stati curati tre pazienti in Gran Bretagna, tutti guariti, due in Francia, guariti, tre in Germania, due guariti e uno deceduto, uno rispettivamente in Norvegia, Svizzera, Olanda e ovviamente Italia, tutti guariti e dimessi dall'ospedale.
Poco si sa invece dei trattamenti a cui sono stati sottoposti. Nella maggior parte dei casi i pazienti hanno ricevuto siero ottenuto dal sangue di persone guarite, mentre sulle terapie farmacologiche in quasi tutti i casi si e' mantenuto uno stretto riserbo. Nel caso di Fabrizio Pulvirenti, il medico di Emergency contagiato, sono stati usati il siero di convalescenti e quattro farmaci sperimentali.