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Retrocessione dalla A alla B per la quinta volta: la prima nel 1975-'76, la seconda nel 1982-'83 all'ultima giornata con l'Ascoli. Poi due volte nell'era Cellino: 1996-1997 nello spareggio con il Piacenza e nel 1999-2000. L'ultima è toccata al neopresidente Tommaso Giulini, al comando della società rossoblù dalla scorsa estate dopo l'addio dell'attuale patron del Leeds alla guida del Cagliari da ventidue anni.
Sotto accusa, per i tifosi, soprattutto società e giocatori: a loro è toccata la contestazione più feroce anche negli ultimi minuti della partita con il Palermo che ha sancito la matematica retrocessione nella serie cadetta. Ma anche i continui avvicendamenti nella guida tecnica, e probabilmente anche nei metodi di lavoro, hanno influito sul rendimento della squadra che, infatti, non è mai riuscita a trovare un minimo di continuità di rendimento. Zeman si è fermato a tre risultati utili positivi consecutivi (una vittoria e due pareggi) e Zola pure: Magic Box aveva illuso i tifosi con un mini filotto da due vittorie e un pareggio. Zeman 2 si era fermato a un solo pari, poi continue sconfitte. Mentre Festa, dopo la vittoria con il Parma e il pari con la Juve, non è riuscito a raggiungere Zeman e Zola, bloccato proprio dalla sconfitta di ieri.
Numeri negativi da record: in assoluto mai era capitato al Cagliari di subire 20 sconfitte e 65 gol in una stagione di serie A. E mai in casa c'erano state 11 sconfitte e 33 reti subite in un'annata in massima divisione. Per una squadra retrocessa, e anche qui si rischia di battere un primato, il Cagliari ha anche segnato parecchio: 43 gol. Solo che non è riuscita finora a portare un attaccante in doppia cifra: il cannoniere è infatti Diego Farias con sei reti. Come nel 1976, non a caso un'altra annata disgraziata: a quota sei allora arrivarono Riva (che, però, non giocò mezzo campionato per l'infortunio di Milano) e Virdis. Ed inoltre il campionato era a sedici squadre.