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Ulassai, nel cuore dell'Ogliastra diventa dal 30 maggio al 2 giugno capitale del free climbing nel segno di Maria Lai. La Torre dei Venti, la parete verticale che sovrasta il paese, è stata scelta assieme a altre falesie per "I Love climbing". Dodici vie chiodate, a ciascuna delle quali l'artista volle dare il nome di una sua opera. Alcune richiedono tecnica e forza di dita, come "Tenendo per mano l'ombra", "Al variar della luna", "Filando stupore nel cielo", "In vista di altri cieli", "Ricucire il mondo", "La vela del cielo" o "Ansia d'infinito".
Altre sono più agevoli: "Tenendo per mano il sole", "All'orizzonte azzurro", "Legarsi alla montagna", "Misurando l'infinito", "Lo scialle della luna". Per 4 giorni il centro montano racchiuso nei famosi 'tacchi' si trasforma ancora una volta nel paradiso dell'arrampicata libera. "I Love Climbing" coinvolge soprattutto centinaia di straordinarie vie chiodate nelle montagne che circondano il paese con i suoi suggestivi dintorni: Su Sussiu con le vie d'arrampicata più lunghe, Canyon o sa Tappara, meta preferita dagli arrampicatori europei in tutte le stagioni dell'anno, Lecorci, amatissima dal famoso alpinista di Feltre, Manolo. Alte pareti con vista sul mare saranno campo di gara per la competizione sportiva organizzata dal Comune in collaborazione con Maurizio Oviglia e Gianluca Piras, scalatori e chiodatori super esperti che anni fa hanno tracciato e attrezzato numerose vie d'arrampicata tra Ulassai, Jerzu e Osini e in tutta la Sardegna.
"Ulassai è il luogo ideale per questo tipo di manifestazioni – sottolinea il sindaco, Franco Cugusi – é ricco di falesie con diversi gradi di difficoltà adatte per scalatori provetti e principianti". La manifestazione si lega al nome dell'artista di fama internazionale scomparsa a 93 anni nel 2013, a partire dal logo: la capretta sulla montagna, cara a Maria Lai e simbolo del paese. "Maria era incuriosita da questo sport – racconta Maurizio Oviglia – 'La pratica della scalata risponde all'ansia di comunicare con la vastità', diceva l'artista che nel 1981 con un filo azzurro ha legato tra loro le case per poi unirle alla montagna che sovrasta il paese con l'aiuto degli scalatori e realizzare l'opera che l'ha resa ancora più grande, 'Legarsi alla montagna'". 

Il 30 maggio é dedicato agli arrampicatori esperti, il 31 alle prove tecniche per studenti delle medie di Ulassai e superiori di Jerzu. Ma "I Love Climbing" non é solo arrampicata. Il paese che porta i segni del genio creativo di Maria Lai é attrattivo non solo per appassionati della scalata su roccia ma anche per amanti del trekking. Oltre a prove d'arrampicata, corsi di sicurezza in montagna e l'apertura di nuove vie chiodate, il programma prevede mostre, un convegno ed escursioni tra arte e natura sulle tracce delle opere di Maria Lai, Costantino Nivola, Luigi Veronesi e Guido Strazza.
Il 2 giugno la manifestazione si chiude con una caccia al tesoro. Ma il giorno prima è prevista un'escursione: "Ulassai for Nepal". "Il ricavato delle iscrizioni sarà devoluto al Nepal per far arrivare il nostro piccolo aiuto nei luoghi più inaccessibili tra la popolazione dimenticata dagli aiuti internazionali", spiega Maurizio Oviglia, scalatore e tra gli organizzatori dell'iniziativa. L'itinerario si sviluppa dal paese, dalla casa natale di Maria Lai, attuale Hotel Su Marmuri.
Citato dall'autorevole guida Lonely Planet, nel 2013 si é aggiudicato l'Oscar dell'ecoturismo assegnato da Legambiente. Al suo interno custodisce tre inediti di Maria Lai tra cui il ritratto di sua nipote Gabriella, "opera a cui l'artista teneva molto", sottolinea il gestore di Su Marmuri, Tonino Lai.
Ci si addentra quindi tra i sentieri verso il tacco di s'Accara, uno dei punti più elevati da dove si gode una vista eccezionale, per poi incontrare le cascate che si buttano dai tacchi, impetuose come quella di Santa Barbara, la più alta della Sardegna; e ancora: le grotte di Su Marmuri, l'oasi faunistica protetta voluta dai cacciatori di Ulassai, che ospita numerose famiglie di cervi allo stato selvatico. Passeggiate suggestive a tratti lungo la cresta della montagna con strapiombi vertiginosi e panorami spettacolari. Da un versante si può ammirare la vista di Ulassai incastonata tra due montagne verticali, la Torre dei Venti sulla destra, sulla sinistra la parete sulle cui rocce sono impigliati frammenti di cotone scampati alle intemperie, piccoli resti di quel nastro celeste con cui Maria Lai legò il futuro di Ulassai alla montagna.