Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere all'alba di davanti alla finestra di uno degli uffici del Municipio di Quartu Sant'Elena. L'episodio è avvenuto alle 5,30. La bomba, di medio potenziale, era stata piazzata davanti alla finestra dell'ufficio protocollo.
L'esplosione ha scardinato un' inferriata, che è stata scaraventata sulle scrivanie dell' ufficio, mandato in frantumi la finestra e rotto gli infissi.
Alcuni frammenti di cemento sono finiti sulle auto in sosta.
È subito scattato l'allarme. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Quartu, coordinati dal capitano Raffaele Cossu e gli artificieri del Comando provinciale di Cagliari. Fortunatamente nell'esplosione nessuno è rimasto ferito. I militari hanno avviato indagini per risalire ai responsabili.
A Quartu, terza città della Sardegna per numero di abitanti, il 31 maggio si vota per le amministrative.
Le telecamere del Municipio di Quartu, bersaglio all'alba di un attentato, non funzionavano e dal lato dove si trova la finestra dell'Ufficio protocollo, su cui era stato piazzato l'ordigno, non c'erano proprio. Adesso i carabinieri stanno cercando di recuperare i filmati delle altre telecamere presenti nella zona per verificare se abbiano ripreso qualche elemento utile alle indagini.
“C'è un limite che non può esser superato”, denuncia nella propria pagina fece book il primo cittadino Mauro Contini. “l'attentato avvenuto questa notte non colpisce soltanto il cuore della nostra città. Ma vuole essere un atto intimidatorio verso tutti quelli che credono nelle Istituzione e nel lavoro. La paura e la violenza non ci fermeranno. Non fermeranno la voglia di lottare con coraggio al servizio della comunità”."Quartu è una città pacifica. Piena condanna a chi vuole guastare la nostra storia, la nostra cultura, la nostra identità". E' il commento a caldo di uno dei candidati alla carica di sindaco, Antonio Pani del "Polo Civico Per Quartu Libera", sull'attentato compiuto all'alba davanti al Comune della terza città della Sardegna.
5Stelle. "Non pensino in questo modo di intimorire chi porta avanti i principi della democrazia". È il commento a caldo del candidato sindaco del Movimento 5 stelle Guido Sbandi a poche ore dall'attentato al Municipio di Quartu.
E proprio alla vigilia delle elezioni. "Se l'episodio è legato al voto – dice Sbandi – sono certo che tutti coloro che credono nella politica non si lasceranno spaventare".
Proseguono intanto le indagini dei carabinieri per cercare di capire se vi possano essere dei collegamenti tra l'ordigno fatto esplodere stamani e le prossime elezioni amministrative del 31 maggio per l'elezione del sindaco ed il rinnovo del Consiglio comunale.
Ganau. "Ieri minacce di morte contro il sindaco di Desulo, oggi a Quartu un attentato dinamitardo contro il Comune. Ancora due episodi, gravissimi e inquietanti, che minacciano e non possono che condizionare l'attività amministrativa dei nostri paesi e delle nostre città".
Il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau, manifesta la piena solidarietà dell'Assemblea sarda alle due amministrazioni comunali colpite da minacce e pesanti atti intimidatori a dieci giorni dalle elezioni comunali.
"Spirito di emulazione? Certezza dell'impunità? Sono le domande – dichiara Ganau – che mi pongo e sulle quali invito a riflettere, ribadendo quanto già affermato più volte negli ultimi mesi. Ringrazio anche per questo la deputata del Pd Romina Mura – aggiunge il presidente del Consiglio regionale – che ha ben accolto, presentando nei giorni scorsi un'interrogazione in Parlamento, l'importanza della risoluzione consegnata al Ministro Alfano durante il vertice a Cagliari sulla sicurezza in Sardegna: siamo stati chiari nei confronti del Governo, serve rafforzare subito la presenza delle forze dell'ordine nei comuni sardi e definire il prima possibile una norma ad hoc da introdurre nel sistema penale italiano, che riconosca, nello specifico, l'attentato contro i pubblici amministratori. 'Non un uomo in meno nelle strade e più investimenti in sicurezza', sono state le parole pronunciate in quell'occasione dal Ministro dell'Interno – conclude Ganau – senza un intervento di questo tipo, difficilmente, si potrà arginare un fenomeno sempre più preoccupante. L'invito che ho lanciato nei giorni scorsi di sedersi attorno ad un tavolo e ragionare seriamente su quanto sta accadendo, vuole essere l'occasione per affrontare l'emergenza a trecentosessanta gradi: disagio sociale, azioni precise da mettere in campo per il rilancio economico e sociale della Sardegna, rispetto degli impegni da parte del Governo sulla sicurezza in Sardegna".







