La tutela della zona umida del Parco di Molentargius passa anche attraverso lo sfruttamento economico dei prodotti dell'ambiente circostante, puntando sulle attività di pesca e di raccolta del sale, così come già definito nel programma regionale di sviluppo e nel piano di sviluppo rurale della Giunta. Oggi il servizio Tutela della natura dell'assessorato dell'Ambiente ha concluso un progetto di cooperazione trasfrontaliero denominato Zoumate, con azioni di sensibilizzazione e con l'incremento dei servizi connessi alla fruizione dell'area, presentato dall'assessore Donatella Spano.
Con un budget di quasi 1,830 milioni di euro finanziati dal programma "Marittimo" Italia-Francia 2007-2013, Zoumate ha coinvolto duemila alunni delle scuole primarie e secondarie in un ciclo di laboratori di educazione ambientale sul tema delle zone umide. "Questo programma, di cui la Regione Sardegna è capofila e del quale fanno parte anche la Toscana e la Corsica, rientra nell'intendimento della Giunta di valorizzare l'ambiente – ha spiegato Spano durante un sopralluogo nel Parco -. In particolare le zone umide rappresentano il 5% del territorio isolano e quindi sono un importante patrimonio di rilevanza ecologica, naturalistica ed economica". Il progetto, oltre ai laboratori e ai percorsi naturalistici, ha previsto applicativi per smatphone (Zoumapp), la realizzazione di un sistema dimostrativo di monitoraggio delle acque, la creazione di una rete didattica delle zone umide e la riqualificazione e il ripristino di habitat tipico delle acque dolci.
Durante il sopralluogo il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana, ha spiegato che quest'anno i fenicotteri rosa che popolano gli stagni cagliaritani hanno nidificato solo a Molentargius e che la popolazione complessiva degli esemplari ha raggiunto le mille unità.







