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L'insularità della Sardegna ha un costo, circa 1,1 miliardi di euro, e genera uno svantaggio spazio-temporale che dilata la distanza con il resto dell'Italia, tanto che quella "minima" tra Olbia e Civitavecchia, pari a 230 km, diventa in percezione 553 km a causa della discontinuità propria del sistema dei trasporti.
Per la prima volta la Regione, sulla base del rapporto Crenos – presentato oggi – ha quantificato questo svantaggio e lo ha inserito nel dossier Sardegna consegnato questa mattina a Olbia al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. In questo corposo documento rientrano tutti i temi strutturali accennati ieri dal premier Renzi, nell'Isola per l'inaugurazione dell'ospedale Mater Olbia, e che saranno oggetto di un tavolo specifico che si aprirà a settembre sotto l'egida di Palazzo Chigi.
La quantificazione del gap finanziario in 1,1 mld dipende essenzialmente da due fattori: i maggiori oneri per il trasporto delle merci, che fanno lievitare i costi fino a 600-650 milioni di euro l'anno, e quelli per la produzione, stimati in circa 400-450 mln/anno. E questo per effetto del costo dell'energia in Sardegna, tra i più alti in Italia a causa dell'assenza del metano.
Riguardo al gap spazio-temporale, la differenza tra i 230 km reali e i 553 km percepiti, pari a +323 km – così come si evince dalla ricerca Crenos – può essere interpretata come lo svantaggio dovuto alla discontinuità di cui l'Isola soffre rispetto ad una regione 'continentale' periferica. Uno svantaggio fondamentalmente dovuto al fatto che il sistema dei trasporti è discontinuo, nel senso che non è sempre disponibile ma solo in certi orari e in certi luoghi. A questo si aggiungono i tempi di attesa per gli spostamenti intermedi che fanno lievitare la percezione della distanza con il resto della Penisola.