Ci sono anche tremila professori sardi in attesa della immissione in ruolo prevista dalla riforma della scuola del governo Renzi. La Direzione scolastica regionale è già in azione per una prima verifica sui numeri dei potenziali destinatari della cattedre: nei giorni scorsi ci sono stati degli incontri a Roma al Ministero dell'Istruzione.
"Siamo operativi – spiega il direttore scolastico regionale, Francesco Feliziani – anche se effettivamente è ancora troppo presto per fornire con esattezza il numero dei docenti coinvolti, in considerazione dei lavori in corso in Parlamento e della mole degli emendamenti presentati". Stando alle prime indicazioni scaturite dalle riunioni e dal dibattito tra Camera e Senato dovrebbero essere immessi in ruolo i docenti delle Graduatorie ed esaurimento (Gae) e quelli del concorso del 2012, complessivamente poco più di 100 mila in tutta Italia. Per la Sardegna una fetta che, stando ai primi calcoli, dovrebbe riguardare circa tremila docenti che in questi anni hanno lavorato da precari nelle scuole dell'Isola. Molti di loro si sono limitati – per l'esiguità dei posti a disposizione – a semplici "comparsate" in cattedra. Tutto questo mentre si susseguono le proteste contro la riforma della Buona scuola. Chi scende in piazza non contesta l'immissione in ruolo dei precari anzi molti docenti hanno manifestato anche davanti al Consiglio regionale per chiedere un allargamento che vada oltre Gae e concorso. Nel mirino delle manifestazioni e dei cortei, che hanno coinvolto anche tanti studenti, soprattutto l'impianto della riforma: chi protesta teme in particolare la "privatizzazione" della scuola pubblica e i poteri troppo forti dei dirigenti scolastici.
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