Una lettera al ministero della salute per aiutare i marittimi sardi a curarsi. "Al momento – si legge nella comunicazione inviata a Roma e firmata dal coordinatore regionale Ugl Mare Claudio Giardino – si sentono cittadini di serie B per l'impossibilità di usufruire del servizio sanitario. Infatti hanno diritto solo alla cosiddetta ex Cassa marittima. Attualmente il servizio è di fatto inesistente perché nessuna struttura, anche se convenzionata con la Asl, accetta le impegnative".
Col passare del tempo, denuncia il sindacato, la situazione sta diventando sempre più grave, e anche i pochi specialisti che ancora accettavano le ricette si rifiutano di fornire le prestazioni ai pazienti. "Ormai il problema è diventato insostenibile – sottolinea Giardino – per i pazienti che sono costretti a rivolgersi solo ed esclusivamente alla struttura pubblica, dove le liste di attesa sono lunghissime. Ciò comporta un notevole allungamento dei tempi di prognosi delle malattie e degli infortuni e un allungamento dei tempi di esecuzione delle visite biennali, con ritardi negli imbarchi o perdita degli imbarchi stessi". Le conseguenze. "Di fatto – spiega l'Ugl – i pazienti sono costretti spesso e malvolentieri a rivolgersi agli specialisti privatamente a proprie spese".
Il tema è stato affrontato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato anche il segretario nazionale Ugl Mare Pasquale Mennella.
Regione Marittimi senza assistenza sanitaria, appello Ugl
Marittimi senza assistenza sanitaria, appello Ugl







