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La storia è ancora tutta da scrivere, ma Sassari è già in paradiso. La notte magica del Forum di Assago che ha regalato alla Dinamo Banco di Sardegna il biglietto per la sua prima finale scudetto, ha scatenato in città e in tutta la Sardegna un entusiasmo incontenibile. Quando Brian Sacchetti a sette secondi dalla fine dell'overtime ha segnato i due tiri liberi della sicurezza la Sassari sportiva si è riversata in strada per festeggiare un traguardo che è già storico, a prescindere da quello che accadrà nella finale al meglio delle sette partite che inizierà domenica, con chi tra Reggio Emilia e Venezia si aggiudicherà stasera l'altra semifinale.
Subito dopo la sirena i tifosi sassaresi si sono dati appuntamento davanti alla Club House della società, a pochi passi dal Pala Serradimigni e da lì sono partiti i caroselli e i cori di festa e ringraziamento che sono andati avanti fino a tarda notte. La gioia è proseguita in piazza Tola con fiumi di birra servita sui tavolini all'aperto dei bar. Dopo aver strappato all'Olimpia Milano la Supercoppa e la Coppa Italia gli uomini di Meo Sacchetti e del presidente Stefano Sardara hanno dato a Gentile e compagni il terzo dolore della stagione. La vittoria dei sardi è arrivata al termine di una partita incredibile che sembrava finita a favore di Milano a un secondo dalla fine del tempo regolamentare, riaperta con un canestro di Sanders sulla sirena e chiusa dai biancoblù al termine di un tiratissimo tempo supplementare. Stamattina la squadra è attesa in città per iniziare a preparare la finale: prima di andare sul parquet i beniamini biancoblù sono attesti però per un bagno di folla perché la storia è ancora tutta da scrivere, ma Sassari si sente già nell'Olimpo del basket e ha voglia di fare festa