Non c'era stata alcuna richiesta di rimborso del viaggio da parte dell'ex assessore regionale Giorgio Oppi, ma la trasferta era stata caricata nel portale e pagata senza che il leader sardo dell'Udc ne facesse espressa domanda. E' quanto testimoniato oggi davanti al giudice del Tribunale di Cagliari, Alessandro Castello, da un dipendente della Regione chiamato in aula dall'avvocato difensore Massimiliano Ravenna nell'ambito del processo che vede Oppi imputato di falso ideologico e truffa.
Oggi hanno sfilato gli ultimi testimoni e l'udienza è stata rinviata al 17 dicembre per l'inizio della discussione e la requisitoria del pubblico ministero. Oppi era presente in Tribunale, come già nelle precedenti udienze. I fatti contestati risalgono al 2011, quando l'ex assessore all'Ambiente ricevette il rimborso di 2.000 euro per una trasferta istituzionale a Roma avvenuta il 9 e 10 settembre. Secondo il sostituto procuratore che ha coordinato l'inchiesta, Giangiacomo Pilia, la fattura di oltre 1.700 euro per un autonoleggio e di 300 euro per un biglietto aereo presentata agli uffici Affari Generali sarebbe servita a coprire tutt'altro genere di spese.
Oppi avrebbe usato quei soldi per una trasferta a Chianciano Terme per un convegno dell'Udc dove, secondo quanto contestato dagli inquirenti, l'ex assessore avrebbe noleggiato un'auto per spostarsi dalla cittadina termale e raggiungere Orvieto.
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Processo Oppi. Teste difesa: “Non chiese rimborso”







