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Allarme povertà anche in Sardegna. I dati sono del 2013, ma l'emergenza è attuale: 57 mila famiglie e 130 mila persone in pesante difficoltà. E si tratta – per la povertà assoluta – del 10 per cento della popolazione. Sono i numeri forniti questa mattina nel corso della presentazione del tavolo regionale dell'alleanza contro la povertà in Italia e del reddito di inclusione sociale.
Partecipano Acli, Caritas, Cgil, Cisl e Uil e altre associazioni. Una proposta che prevede aiuti, ma anche un patto vero e proprio che richiede anche l'impegno del destinatario a mettersi a disposizione per eventuali chiamate al lavoro. "In Sardegna – ha detto il presidente delle Acli Sardegna e coordinatore dell'intesa Fabio Meloni – la peculiarità è che abbiamo una legislazione che consentirebbe, se applicata, di combattere già le povertà".
Prima proposta: un incontro con il presidente della Regione Francesco Pigliaru e con la Giunta. E poi l'annuncio della mobilitazione in autunno per la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare a livello nazionale. Con l'isola pronta a dare il suo contributo. Importante la promozione del Reis, il reddito di inclusione sociale. Riguarda persone e famiglie – è stato spiegato – in gravissime difficoltà. Le misure? Erogazione di soldi fino a colmare la distanza con la soglia di povertà assoluta, okay. Ma anche welfare con il coinvolgimento dei comuni associati nel progetto. Si disegna un piano più ampio, dunque, che prevede anche interventi educativi e socio-sanitari.
I soldi, una volta elaborato è organizzato il piano, arriverebbero dallo Stato attraverso l'Inps.
Fondamentale anche l'intervento del terzo settore con le associazioni di volontariato e le organizzazioni sindacali. "La persona non viene lasciata sola – ha spiegato Antonello Caria, Acli – ma accompagnata passo dopo passo in un percorso di inserimento socio lavorativo".