Un piano entro dodici mesi per migliorare assistenza e percorsi di riabilitazione per i malati mentali. Lo ha chiesto l'Asarp, associazione sarda per l'attuazione della riforma psichiatrica, all'assessore regionale alla Salute Luigi Arru in un incontro lo scorso 9 luglio. "Al momento siamo in una situazione drammatica – ha detto la presidente Gisella Trincas – tutti i giorni a noi familiari degli assistiti arrivano racconti che ci fanno indignare".
L'Asarp chiede l'apertura di un tavolo di confronto che coinvolga i dipartimenti di salute mentale e l'Anci. "I comuni hanno molto da dire sulla drammaticità della situazione – ha sottolineato Trincas – hanno tanti compiti e non possono disporre di tante risorse". Le richieste sono contenute in un documento consegnato ad Arru durante l'ultimo faccia a faccia.
"Occorre adeguare la pianta organica, c'è bisogno di terapisti della riabilitazione – ha spiegato la presidente dell'associazione – Ma in generale deve cambiare la cultura dei servizi. Il principio è che al centro debba essere sempre messa la persona umana, non la diagnosi. È un aspetto ribadito anche dall'ultimo piano nazionale approvato dalla conferenza delle regioni". In Sardegna – si legge nel documento – la salute mentale di comunità stenta ad avere legittimazione: sono diffusi servizi psichiatrici prevalentemente di tipo ambulatoriale e alcuni centri di salute aperti dodici ore al giorno cinque giorni su sette. Mentre, insiste l'Asarp, il piano regionale salute mentale 2006-2008 ancora attuale prevede "l'apertura di centri di salute mentali per almeno dodici ore al giorno sette giorni su sette".
Regione Salute mentale, piano per migliorare assistenza
Salute mentale, piano per migliorare assistenza







