Nel 1987, fonte Sole 24 Ore, la sua azienda per la vendita di arredi e attrezzature da bar, ristoranti e market era al ventiseiesimo posto per fatturato in provincia di Oristano. Poi la crisi del mercato, i clienti che non pagano più i conti, le banche che cominciano a chiudere i rubinetti del credito, Equitalia e l'Agenzia delle Entrate che non lasciano tregua e infine il fallimento.
E così, venerdì 17, a Santa Giusta, a casa di Giuseppe Floris, ex imprenditore di successo con figlio paraplegico e moglie invalida a carico, arriva l'ufficiale giudiziario per eseguire l'ordinanza di sfratto. La casa in realtà non è stata ancora venduta, perché l'asta giudiziaria, la sesta dopo cinque andate deserte, è fissata solo per metà settembre. Ma i creditori sanno che una casa vuota si vende più facilmente di una dalla quale bisogna ancora 'sfrattare' i vecchi proprietari, tanto più se sono malati e invalidi e non hanno altro posto dove andare.
Se avesse obbedito al suo medico, che oggi gli ha firmato il foglio di ricovero per le sue precarie condizioni di salute, Floris dovrebbe essere in ospedale all'arrivo dell'ufficiale giudiziario. "Spero di stare un pò meglio, ma comunque non ho intenzione di dargliela vinta senza combattere", ha detto l'imprenditore spiegando che chiederà una proroga dello sfratto sperando di ottenere la sospensione dell'asta in base alla norma, ormai applicata da tanti tribunali italiani, secondo la quale la vendita si può sospendere quando il prezzo scende, come in questo caso, al di sotto del 50 per cento del valore reale del bene.
Uncategorized Casa all’asta, nuovo sfratto, si annunciano tensioni: “Non gliela darò vinta”
Casa all’asta, nuovo sfratto, si annunciano tensioni: “Non gliela darò vinta”







