Sono 63 le pagine dell'ordinanza di custodia cautelare che questa mattina ha fatto finire ai domiciliari il sindaco di Borore (Nuoro) Salvatore Ghisu e l'ex sindaco di Noragugume (Nuoro) Michele Corda, – cinque complessivamente i provvedimenti – nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Oristano su una serie di irregolarità legate ad appalti e assegnazione di lavori da parte dei Comuni.
Le ipotesi di reato, contestate a vario titolo, sono peculato, falso materiale e ideologico, turbativa d'asta e frode nelle forniture pubbliche. "Attendo di leggere l'ordinanza – ha detto il difensore di Ghisu, avvocato Gianfranco Siuni – e di sentire il mio assistito, poi decideremo la linea di difesa".
Falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale, concorso in peculato e concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: questi i reati contestati al sindaco di Borore, Salvatore Ghisu, finito oggi ai domiciliari assieme all'ex sindaco di Noragugume (Nuoro), Michele Corda, nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Oristano su una serie di irregolarità legate ad appalti e assegnazione di lavori da parte dei Comuni.
Nell'operazione, denominata "Hazzard", sono 14 gli indagati, cinque i provvedimenti cautelari emessi e 24 le perquisizioni effettuate dai carabinieri in uffici pubblici e studi privati di liberi professionisti. Ghisu ha 54 anni, è insegnante, sindaco pro tempore di Borore e presidente dell'Unione Comuni Marghine.
Corda, 45 anni, di Macomer, è geometra, già sindaco di Noragugume nonché presidente del Consorzio industriale della Provincia di Nuoro e segretario provinciale del Pd nuorese. La Procura gli contesta i reati di concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e concorso in frode nelle pubbliche forniture.
Tre i divieti di dimora nei comuni di residenza firmati dai magistrati oristanesi. Sono stati emessi nei confronti di Marco Contini, 48 anni, di Macomer, ingegnere, responsabile dell' Ufficio tecnico del Comune di Borore, indagato per concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e concorso in frode nelle pubbliche forniture; Antonio Contini, 37 anni, di Borore, ingegnere, già vice sindaco del paese, accusato di concorso in turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e concorso in falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale; Giuseppe Mura, 59 anni, di Ghilarza (Oristano), segretario comunale di Borore e Norbello (Oristano), sotto inchiesta per concorso in falsità ideologica e materiale commessa da pubblico ufficiale.
Tra i casi che attestano la disinvoltura con la quale il sindaco di Borore Salvatore Ghisu aggirava le regole in cambio del consenso politico, quello forse più eclatante riguarda il progetto per la realizzazione di un bosco. Il piano economico, commissionato all'agronomo Maurizio Cherchi, fu consegnato fuori tempo massimo causando la perdita del finanziamento regionale. Oltretutto, come risultò in seguito, era stato copiato di sana pianta da quello del Comune di Sinnai. Ma il sindaco di Borore aveva sorvolato sulle obiezioni sollevate da ben due funzionari comunali e nel 2011 aveva fatto carte false per pagare la fattura di 3 mila euro presentata da Cherchi.
Secondo l'accusa, invece di contestare al tecnico la penale per la tardiva presentazione del progetto, aveva retrodatato il pagamento al 31 dicembre 2010, periodo in cui aveva piena responsabilità sul servizio tecnico. "La sua gestione – hanno spiegato gli inquirenti – non avveniva seguendo il criterio del pubblico interesse, bensì quello dell'accrescimento del potere politico personale attraverso la creazione di clientele alimentate dal denaro pubblico".







