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Annullamento del verbale subito e poi anche risarcimento dei danni morali e materiali. Sono le richieste avanzate al giudice di pace di Oristano dal presidente del movimento indipendentista Meris Salvatore "Doddore" Meloni, per la vicenda della sanzione amministrativa di 169 euro che gli era stata contestata il 6 giugno scorso per aver piazzato un tavolino pieghevole con la bandiera dei Quattro Mori davanti alla statua di Eleonora d'Arborea.
Violazione dell'articolo 20, comma 1 e 4 del Codice della Strada, avevano scritto i tre sottufficiali della Municipale intervenuti in piazza Eleonora dove Meloni si preparava a tenere una conferenza stampa per contestare una decisione, a suo giudizio quantomeno singolare, del Tribunale di Cagliari sulla richiesta di annullamento delle ultime elezioni regionali.
Secondo l'avvocato Cristina Puddu, difensore di Meloni, il verbale è da annullare per due buoni motivi. Intanto perché piazza Eleonora non ha nessuno dei requisiti per essere classificato come sede stradale e poi perché contravvenendo a una precisa norma di legge dello Stato italiano il verbale non è stato notificato a Meloni in lingua sarda come da lui richiesto.
Facendo intervenire in forze la Polizia municipale, spiega il ricorso dell'avvocato Puddu, l'amministrazione comunale di Oristano ha "indubbiamente voluto limitare il diritto di Meloni ad esprimere liberamente il proprio pensiero così come previsto dall'articolo 21 della Costituzione, con grave danno di cui ci si riserva la richiesta di risarcimento".
Il giudice di pace Giorgio Moretta ha già fissato l'udienza per il prossimo 28 ottobre.