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Sono scesi in strada per dire no alla chiusura dell'ufficio postale e hanno annunciato l'avvio di una grossa mobilitazione. Protagonisti della protesta abitanti e amministratori comunali di Carbonia. "Chiediamo che Poste italiane facciano un passo indietro revocando il provvedimento – ha detto il sindaco Giuseppe Casti – Non si può in alcun modo accettare questa decisione. Quella di oggi è la nostra risposta". Il primo cittadino ha spiegato che "si tratta di un atto ingiustificato che respingiamo con forza. Siamo pronti a rivedere tutti i contratti con Poste italiane. Non ci fermeremo qui e non siamo disposti a subire queste decisioni calate dall'alto. E' inconcepibile che l'unico ufficio da chiudere sia quello di Cortoghiana". Ringraziando i commercianti, che in segno di solidarietà hanno chiuso le attività, Antonello Vargiu, consigliere comunale ed ex presidente della Circoscrizione, ha aggiunto che "con i cittadini siamo pronti a dare battaglia, è una lotta contro il tempo perché la chiusura dovrebbe essere prevista per il 7 settembre". La mobilitazione intanto è stata avviata. "Lunedì mattina – ha concluso – ci rivediamo per fare il punto sullo stato della protesta". 

Sostegno all'amministrazione comunale e al sindaco di Carbonia nella battaglia contro la chiusura dell'ufficio postale di Cortoghiana è stato espresso dal deputato del Pd, Emanuele Cani. "Non è in alcun modo accettabile che un servizio così importante venga soppresso creando un grave danno ai cittadini – osserva il parlamentare -.
Chiederò, come già fatto con altri atti parlamentari, un intervento del Governo, anche alla luce dell'importante mobilitazione avviata dal sindaco di Carbonia perché da parte di Poste Italiane ci sia un ripensamento e si provveda a revocare il provvedimento di chiusura".