protesta-dei-rifugiati-and-ldquo-no-a-privilegi-ma-siamo-in-condizioni-inumane-and-rdquo

Lamentano "condizioni inumane" e si dicono costretti in una struttura totalmente inadeguata a ospitarli, obbligati a sottostare a condizioni igieniche ben al di sotto degli standard minimi della decenza. I rifugiati e i richiedenti asilo politico destinati al centro di prima accoglienza sassarese di Palmadula sono scesi in piazza per protestare. La struttura alla quale sono stati destinati potrebbe ospitare 65 persone al massimo, ma loro sono il doppio.
Oggi hanno deciso di alzare la voce, cercando di rendere pubblica una situazione esplosiva, ma di cui nessuno sembra intenzionato a farsi carico. Gli ospiti della struttura hanno cercato la solidarietà degli abitanti della borgata rurale.
Hanno spiegato con i modi e con le parole di non voler minare la quiete della comunità. Un appello rivolto a tutte le istituzioni. "Non ci aspettiamo chissà quali privilegi – dicono – ma chiediamo di essere accolti in condizioni più civili e dignitose". 

"Sulla vicenda che ha per protagonisti i migranti del Centro di accoglienza di Palmadula c'è la massima attenzione della nostra amministrazione", è la rassicurazione del sindaco di Sassari, Nicola Sanna, e dell'assessore comunale dei Servizi sociali, Grazia Manca, in risposta alla manifestazione pacifica con cui i rifugiati e i richiedenti asilo politico hanno voluto rendere pubblico il loro disagio per le condizioni igieniche e logistiche cui sono costretti.
"È stato avviato un coordinamento con la circoscrizione unica della Nurra – spiegano gli amministratori comunali – e con i consiglieri comunali del territorio". Dopo la protesta odierna, "l'amministrazione ha chiesto di nuovo alla prefettura di alleggerire la borgata di un numero così elevato di migranti, pur comprendendo le difficoltà create dai nuovi sbarchi, la richiesta deriva dalla necessità di tener corto della capacità ricettive e di accoglienza che hanno i singoli territori".