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Rivoluzione al'interno del Consiglio regionale della Sardegna: fuori Gavino Sale (Irs), Efisio Arbau (La Base), Michele Azara (Idv) e Modesto Fenu (Zona Franca). Lo ha deciso il Consiglio di Stato accogliendo il ricorso presentato dai candidati non eletti Antonio Gaia, Pietro Francesco Zanchetta e Gianfranco Congiu. La sentenza riguarda l'assegnazione dei seggi sulla base dei voti residui. 

E' molto probabile che la sentenza del Consiglio di Stato venga appellata in Cassazione dagli esclusi, quindi gli effetti del verdetto verrebbero congelati.
Secondo i giudici amministrativi di secondo grado, che hanno riformato la pronuncia del Tar Sardegna, l'Ufficio centrale regionale ha inserito nella stessa casella della tabella "Voti Residui – cifra elettorale – prodotto quoziente x n. seggi" due entità completamente diverse, ovvero i voti residui e i resti, assimilando in modo illegittimo i voti residui ai resti. "Ciò contrasta con il dettato letterale della norma – si legge nella sentenza – secondo la quale 'i seggi che rimangono ancora da attribuire sono assegnati ai gruppi per i quali le ultime divisioni di cui alla lettera b) hanno dato maggiori resti'".
In concreto le liste di Irs (voti validi ottenuti a livello regionale 5.635), La Base Sardegna (4.931) e Idv (7.578) non hanno alcun resto, "atteso che il quoziente (che funge da soglia) di 8.330 voti non sta neanche una volta nelle rispettive cifre elettorali". Per questo motivo, sempre secondo i giudici, "dette liste non superano la divisione richiesta" dalla norma, "con la conseguenza che i voti di queste liste sono, pertanto, voti residui e non resti di una operazione compiuta".
Lo stesso vale per la coalizione di gruppi di liste collegata al candidato presidente Ugo Cappellacci e quindi per la lista Movimento Sardegna Zona Franca – Maria Rosaria Randaccio, (11.209 voti) a cui "non spettava – scrive il Consiglio di Stato – alcun seggio non avendo raggiunto il quoziente minimo previsto pari a 300.522 voti complessivi di coalizione diviso 24 seggi; uguale: 12.521". Per i giudici amministrativi la legge elettorale regionale "non implica certamente la sommatoria dei resti con i voti residui, che costituiscono entità concettuali e giuridiche diverse: il concetto di residui è funzionale all'individuazione del quoziente e alla relativa assegnazione dei seggi al collegio unico regionale; i resti, invece, servono a stabilire in ordine decrescente l'assegnazione dei seggi rimanenti alla coalizione vincente e perdente". 

E' giallo sulle possibili sostituzioni dei consiglieri regionali nell'Assemblea sarda dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso degli candidati esclusi all'indomani delle elezioni del febbraio 2014. I calcoli sui voti validi e sui resti vengono effettuati in queste ore e soltanto a conclusione di questa operazione l'Ufficio centrale regionale potrà ridisegnare la composizione del nuovo Consiglio.
Applicando fin da ora il dispositivo, dovrebbero entrare nell'Assemblea i candidati che hanno fatto ricorso, quindi Antonio Gaia e Pietro Francesco Zanchetta – entrambi Upc il primo a Cagliari, il secondo in Gallura – e Gianfranco Congiu del Partito dei Sardi, ma gli unici certi, secondo un primo ricalcolo, sarebbero Congiu e Zanchetta, a rischio il seggio di Gaia. Al suo posto, se i conteggi sommari venissero confermati, ci sarebbe l'esponente di Sel della Gallura, Nicola Comerci.
Il seggio dell'esponente di Zona Franca, Modesto Fenu, potrebbe invece andare al giovane di Fdi del Medio Campidano Gianni Lampis, anche se in ballo ci sarebbe anche l'ex assessore dell'Agricoltura Mariano Contu (Fi). 

Subito chiarimenti sull'esclusione dei quattro consiglieri regionali in seguito all'ultima sentenza del Consiglio di Stato. Li ha chiesti in esordio di seduta il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis.
"Oggi come oggi – ha detto rivolgendosi al presidente dell'Assemblea Gianfranco Ganau – questi quattro consiglieri non fanno parte di questo consesso. L'organo deve funzionare correttamente. È il caso di valutare immediatamente gli effetti".
Subito è arrivata la risposta di Ganau: "Non abbiamo ancora ricevuto nessuna sentenza, aspettiamo la notifica formale fra qualche giorno". Sul punto è intervenuto anche Mario Floris, Uds, proponendo la "surroga immediata".