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Di corsa alla bonifica e messa in sicurezza dell'area di Santu Miali, la vecchia "miniera" di Furtei. Obiettivo: far ritornare la collina come era una volta, prima del sogno dell'oro in Sardegna. Gli interventi riguarderanno il bacino sterili, il sito di raccolta, le asportazioni delle discariche, la rimozione di suoli contaminati, il riempimento dei vuoti minerari con inerti, le acque contaminate, e la rinaturalizzazione delle aree. La delibera delle Giunta regionale arriva dopo l'accelerazione dei giorni scorsi. Nel progetto è compreso anche lo sviluppo del piano di comunicazione del rischio. In gioco ci sono 44 milioni: sono stati riprogrammati 28 mln che vanno ad aggiungersi ai 16 già a disposizione.
I tempi: dai ventiquattro ai quarantotto mesi a partire dal progetto definitivo di Igea. "Un danno che bisognava riparare – ha detto l'assessore dell'Ambiente, Donatella Spano, illustrando l'intervento -. Fin dal prossimo autunno sarà attivo il Piano di monitoraggio a cura di Arpas e province. Il progetto è di Igea, ma c'è la massima collaborazione dei comuni interessati. Un esempio di amministrazione virtuosa". Un intervento – ha sottolineato l'assessore – che nulla toglie alle poste destinate alle bonifiche dei siti minerari del Sulcis.
L'assessore dell'Industria, Maria Grazia Piras, ha parlato del ruolo nell'operazione rivestito da Igea: "In questi anni ha gestito il sito, attuato interventi di manutenzione e messa in sicurezza. E ora ha predisposto il progetto dimostrando di essere in grado di assolvere ai compito che le sono affidati".
Per i rappresentanti della Giunta, Santu Miali grazie al progetto di naturalizzazione tornerà anche dal punto di vista paesaggistico come una volta.