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Un vero e proprio giallo. Anzi, un doppio giallo, quello esploso il 4 maggio scorso, giorno in cui Sant’Efisio rientra di notte a Stampace dopo il viaggio a Nora. Secondo il diretto interessato per motivi di salute, secondo altri dopo un duro scontro con don Luciano Pani prelato protettore (e non commissario come scritto per errore in precedenza, ndr) dell’Arciconfraternita del Gonfalone, Mario Maffa, presidente della stessa Arciconfraternita, ha rassegnato improvvisamente le dimissioni a 3 mesi dalla scadenza del mandato. Non solo. È scomparsa, e probabilmente finita nelle tasche di qualcuno, una busta con le offerte (per alcuni contenente qualche migliaia di euro, per altri “solo” 600) destinate al Santo. Nessuna denuncia sarebbe stata presentata e tutto è stato messo sotto silenzio. Ma gli avvenimenti hanno scosso piazzetta Sant’Efisio e agitato le ultime riunioni del consiglio della storica associazione religiosa cagliaritana, quella che dal Seicento in poi custodisce e tramanda il culto di Sant’Efisio e tutti gli anni, scioglie il voto dell’amministrazione e porta il simulacro del Santo in processione a Nora, luogo del martirio, per il quale percepisce annualmente fondi pubblici da parte dell'amministrazione comunale. 

Le dimissioni. Il presidente Maffa ha lasciato la guida dell’Arciconfraternita il 5 maggio scorso. A Stampace circola la voce di un duro scontro tra don Luciano Pani, parroco di Sant’Anna e commissario dell’Arciconfraternita e Maffa, proprio il giorno dopo il rientro. Ma il diretto interessato smentisce. “Non c'è stato nessuno scontro con don Luciano. Il 4 maggio durante la processione del rientro ho avuto un incidente e sono stato portato al Santissima Trinità in ambulanza”, racconta Maffa, “mi hanno consigliato alcuni accertamenti, ma io pur di assistere alla processione ho deciso di mettere la firma e lasciare l’ospedale. Il giorno successivo il mio medico personale mi ha trovato una frattura al braccio e consigliato il ricovero. Mi son trovato quindi nella condizione di non poter effettuare i pagamenti e sbrigare tutte le pratiche legate alla conclusione della sagra, così per motivi di malattia ho rassegnato le dimissioni. Ma l’ho fatto”, conclude, “solo per il bene dell’Arciconfraternita”.

L’incarico è passato quindi nelle mani del giovane vicepresidente Francesco Cacciuto e a ottobre si terranno le elezioni per il nuovo presidente e il nuovo consiglio.

La scomparsa delle busta. E c’è poi il giallo della scomparsa delle offerte. Ecco la versione ufficiale: il 4 maggio, giorno del rientro, Maffa, dopo l’incidente, prima di salire a bordo dell’ambulanza per il trasferimento al Santissima Trinità, consegna la busta a un familiare stretto. Questi la consegna a sua volta a un altro confratello, il quale, non potendo accedere alla cassaforte (non aveva le chiavi degli uffici e gli altri confratelli erano impegnati con la processione) deposita la busta in un cassetto della sagrestia. E da qui in poi, forse complice la confusione per il grande afflusso di persone nella chiesa di Stampace, si perdono le tracce del denaro. Secondo alcuni la busta conteneva qualche migliaio di euro, secondo altri non più di 600. Nessuna denuncia formale di furto o smarrimento è stata presentata.