A quasi due mesi dalle elezioni Quartu Sant'Elena, 70 mila abitanti e terza città della Sardegna per numero di abitanti, è già senza sindaco. Il primo cittadino Stefano Delunas si è dimesso in aula ieri sera al termine di una concitata seduta di Consiglio comunale, piena di colpi di scena e accompagnata dal rumoreggiare del folto pubblico presente sugli spalti. Addio, ma forse è più un arrivederci. L'ipotesi del "tutti a casa" e del commissariamento potrebbe essere scongiurata già oggi o nei prossimi giorni. Il sindaco ha infatti venti giorni di tempo per ritirare le dimissioni e le condizioni per il ritorno in sella potrebbero essere create con un chiarimento con il Pd, dal momento che il problema è tutto interno al partito. 

Il braccio di ferro è iniziato nelle scorse settimane in aula quando si è trattato di votare le dichiarazioni programmatiche, dove l'astensione del Pd è stata numericamente decisiva per la bocciatura. Da quel momento il partito aveva annunciato l'appoggio solamente esterno a Delunas.
Ieri, alla ripresentazione del programma, il sindaco ha iniziato con la lettura dei suoi piani per il futuro, prima di una sospensione. Il primo cittadino è quindi rientra in aula chiedendo il rinvio al giorno successivo. Ma dai banchi dell'opposizione la minoranza ha protestato. L'ex sindaco Mauro Contini ha chiesto le dimissioni di Delunas, mentre Tonio Pani, ex candidato sindaco, ha annunciato di essere pronto a firmare le dimissioni da consigliere, assieme a 14 colleghi, per chiudere definitivamente la consiliatura. A quel punto Delunas ha ripreso la parola per leggere in aula la lettera delle proprie dimissioni. Invitando però i consiglieri a firmare nello stesso foglio il loro addio.
L'annuncio è stato accolto da un rumoreggiare degli spalti, con l'invito dall'aula, a seduta ormai chiusa, a far intervenire i vigili urbani. Oggi l'incontro con il Pd, forse decisivo per un ripensamento.