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L'odissea della Kenza e il dramma dei 15 marinai marocchini diventa un film. Si intitola "La nostra quarantena" il nuovo lavoro del regista sardo Peter Marcias incentrato sulle vicende personali degli uomini dell'equipaggio senza stipendio e costretti per mesi a vivere sulla nave con il sostegno di una intera città, Cagliari. A ottobre la pellicola, sarà nelle sale nazionali.
Soltanto oggi il mercantile ha potuto lasciare gli ormeggi e riprendere il mare. Dal 2013 la nave era stata bloccata nel porto di Cagliari, con tutto il personale, dopo che i marittimi si erano ammutinati nel tentativo di salvare il posto di lavoro e di recuperare i salari arretrati. A monte c'era il problema delle difficoltà economiche dei proprietari della nave.
Il film, girato tra Roma e Cagliari, mescola attualità e finzione. La storia parte da una ricerca che una docente universitaria interpretata da Francesca Neri, affida ad uno studente, Moisé Curia, Ruggero in Braccialetti rossi: indagare sui fatti legati al mercantile Kenza, ormeggiato a Cagliari.
Un'esperienza non solo di studio ma anche di vita che porterà il ragazzo a interrogarsi sul proprio futuro.
La storia scorre parallela alle vicende dei marinai con il loro dramma e le loro solitudini, la paura di perdere il lavoro e l'ansia di poter rivedere al più presto la propria terra e la propria famiglia. "Su quella nave la città di Cagliari sembra lontana, il mondo solo un'ombra fugace – sottolinea il regista – L'unica vera realtà è il tempo, un tempo che scorre incessante ed impietoso, che assiste alla rappresentazione di un piccolo dramma che simboleggia il dramma universale del lavoro".
"La Nostra Quarantena" è stato presentato come Evento Speciale al Festival del Nuovo Cinema di Pesaro e al Festival del Cinema di Tavolara.