La commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha realizzato una relazione sul nucleare in Italia: si tratta di un aggiornamento della situazione, con particolare riferimento alla fase del decommissioning (cioé lo smantellamento) delle centrali, alla realizzazione del deposito nazionale e al ruolo della società pubblica Sogin.
La relazione
''E' un apporto che ritengo importante – spiega il presidente della commissione Ecomafie, Alessandro Bratti – soprattutto in vista della prossima pubblicazione della carta con i possibili siti per il deposito nazionale, e che individua alcune criticità importanti''. La relazione in forma di bozza, che ha come relatori i deputati Dorina Bianchi e Stefano Vignaroli, dovrebbe essere pubblicata sul sito della Camera. E' un documento che è stato elaborato tenendo conto delle audizioni fatte nei mesi scorsi con Sogin, ministero dello Sviluppo economico, ministero dell'Ambiente e Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). La relazione verrà presentata al Parlamento subito dopo la pausa estiva.
Le criticità
''La riduzione del budget di Sogin comporta un importante ritardo nella fase di dismissione degli impianti nucleari italiani, con un aggravio della spesa inserita nella bolletta elettrica''. Questa una delle ''criticità'' messe in evidenza nella relazione sul nucleare fatta dalla commissione Ecomafie. Tra gli altri aspetti segnalati, la situazione del deposito con rifiuti radioattivi della ex Cemerad di Statte a pochi chilometri da Taranto, e la ''debolezza del sistema istituzionale di controllo del settore del nucleare''.
Il deposito della ex Cemerad di Statte – viene fatto presente in una nota del presidente della commissione Ecomafie, Alessandro Bratti – è ''un capannone a pochi chilometri da Taranto che contiene circa 1.000 tonnellate di rifiuti radioattivi (in buona parte di origine ospedaliera), sequestrato dalla magistratura quindici anni fa e mai bonificato. Una situazione decisamente grave, analizzata nel corso di uno specifico sopralluogo della commissione parlamentare d'inchiesta''. ''Dopo il nostro intervento – prosegue Bratti – il governo ha stanziato fino a 10 milioni di euro per procedere alla rimozione dei rifiuti. Ci auguriamo che questo avvenga quanto prima, vista la situazione di reale rischio che abbiamo potuto osservare durante il sopralluogo''.
''L'altra criticità evidenziata nella relazione – continua – riguarda l'obiettiva debolezza del sistema istituzionale di controllo del settore del nucleare. Come è noto lo scorso anno il governo ha istituito l'ispettorato per il nucleare (Isin) indicando il nome di Antonio Agostini per la direzione. La relazione evidenzia come la creazione dell'Isin non fosse affatto un atto obbligatorio per il rispetto delle direttive europee. Per quanto riguarda poi l'indicazione del direttore si evidenziano le criticità derivate dall'impasse di nove mesi.
''Questa situazione va risolta velocemente – osserva Bratti – è fondamentale avere un quadro istituzionale chiaro e trasparente in questa fase delicatissima di individuazione del sito per il deposito nazionale''. Nella relazione ''la commissione auspica il completamento della definizione dei vertici Isin, anche rivedendo decisioni già prese''.







