La Sardegna è una delle regioni italiane in cui le imprese edili hanno registrato la riduzione più importante dei finanziamenti. Se nel 2000, sebbene per cause straordinarie, una impresa di costruzioni sarda ha beneficiato in media di nuovi finanziamenti pari a 175 mila euro (un valore pari a tre volta la media nazionale) nel corso degli anni questi contributi, essenziali per la far fronte alle spese di gestione delle aziende, si sono ridotte drasticamente.
Nel 2014 la quota media dei finanziamenti è scesa a 13 mila euro e nel primo trimestre 2015 ad appena 3 mila euro (una quota superiore solo alla Basilicata e alla Calabria). I dati sono resi noti dal Centro studi dalla Cna Sardegna che ricollega questa drastica diminuzione del credito alla situazione ancora assai critica del settore delle costruzioni che, in Sardegna, continua a vivere un momento difficilissimo.
La difficoltà di accesso al credito, insieme e oltre alla crisi, gioca un ruolo fortissimo nel perdurare di questa situazione di estrema difficoltà per l'edilizia sarda, spiegano Francesco Porcu e Mauro Zanda, rispettivamente segretario regionale e presidente della Cna Costruzioni. Un tempo non era così. Nel 2000 – spiega l'organizzazione – grazie a un valore delle erogazioni sicuramente eccezionale, da ricondurre ad un finanziamento record delle opere infrastrutturali (più di due miliardi complessivi, ovvero quasi la metà dei 5 miliardi complessivi erogati in tutta Italia al settore delle opere del genio civile), la Sardegna era in testa alla classifica regionale con 175 mila euro, un valore pari a tre volta la media nazionale.
Nel 2007, prima dell'avvio della crisi, il Lazio guidava la classifica con 171 mila euro, e la Sardegna si collocava in decima posizione, prima regione del sud, dopo l'Abruzzo, e prima del Piemonte. Nel 2014 è scesa a 13 mila euro, prima solo di Molise, Sicilia, Campania, Basilicata e Calabria, e nel primo trimestre 2015, con appena 3 mila euro, ha superato solo la Basilicata e la Calabria.







