La Giunta regionale torna sui suoi passi e mentre proroga sino al 30 settembre i piani personalizzati del fondo regionale per la non autosufficienza, di sostegno alle persone con gravi disabilità, lascia invariati i criteri già in vigore. Viene quindi modificata la precedente delibera del 30 giugno che aveva suscitato polemiche politiche in Consiglio regionale, con Forza Italia che aveva chiesto un ripensamento su quelli che aveva definito "tagli", e forti perplessità da parte delle associazioni dei familiari dei malati. Il provvedimento di oggi autorizza anche la presentazione dei nuovi piani, che decorreranno dal primo ottobre 2015.
Entro il 20 settembre i Comuni dovranno comunicare il fabbisogno previsto per la prosecuzione dei piani in essere fino al 31 dicembre, e il fabbisogno previsto per i nuovi piani. Solo sulla base dei dati certi che perverranno in Assessorato, entro settembre, la Giunta adotterà una nuova delibera che consentirà il finanziamento di tutti i piani fino alla fine dell'anno.
Comitato Famiglie 162
"Dopo una battaglia che è durata due mesi, una serie di incontri serrati tra le parti e due assemblee aperte a Cagliari e Sassari che hanno visto la partecipazione di oltre 500 persone disabili gravi e loro familiari, la giunta regionale, oggi con delibera, ha annullato i tagli introdotti dalla delibera del 30 giugno scorso, per i piani personalizzati a sostegno di più di 29 mila persone con disabilità grave, tra cui ben oltre 2400 bambini e minori. Riteniamo saggia la decisione dell'assessore regionale Arru e della Giunta regionale". Lo dichiarano Rita Polo e Francesca Palmas, portavoce del Comitato Famiglie 162. "Crediamo che una volta ottenuti i dati definitivi dai Comuni della Sardegna entro il 20 settembre sui progetti in proroga e sui nuovi richiedenti, si potrà finalmente e con chiarezza fare il quadro esatto della situazione e del reale fabbisogno per chiudere con serenità il 2015 – aggiungono – Abbiamo detto, supportati dal nostro Centro Studi che lavora nel settore dal 2004, che i tagli non erano in questo momento necessari visto il quadro delle risorse e in mancanza dei dati certi, sempre reperibili di solito a gennaio/febbraio come è stato fatto negli anni precedenti, a differenza del 2015". Infine il Comitato va all'attacco scagliandosi contro "i qualunquismi sulla 162: non vogliamo più sentire che si spende troppo, che dobbiamo fare come le altre regioni che invece non spendono così tanto nel sociale. I problemi non mancano, sia chiaro, e il Comitato farà sentire la sua voce".







