L'Agenzia delle Entrate conclude la cartografia catastale digitale nei Comuni di Obia, Arzachena, Golfo Aranci e Valledoria e scopre un porticciolo turistico di quasi 600 posti barca, recuperando 1,8 milioni di rendite catastali, mai censite, e 165 ettari di terreno di demanio pubblico. Sono questi gli effetti del progetto del Catasto digitale, che negli scorsi giorni è stato concluso per i quattro comuni galluresi. Un territorio che comprende anche la Costa Smeralda, considerata una delle zone dal valore immobiliare più alto d'Europa.
La piena informatizzazione e il confronto dei dati, ha consentito di scoprire immobili non ancora accatastati: "La sovrapposizione della cartografia digitale con foto aeree offre un semplice ma efficace sistema per la ricerca degli "immobili fantasma" e, in generale, per la lotta all'evasione fiscale immobiliare, soprattutto in zone – come la Costa Smeralda – in cui la quotazione delle ville supera i 13.000 euro al metro quadro", scrive in una nota l'Agenzia delle Entrate. Un progetto che ha visto un'accelerata negli ultimi due anni, richiesta anche dalla necessita investigativa legata all'alluvione del 2013.
"La nuova cartografia sostituisce quella realizzata 70 anni fa per rappresentare delle zone allora a sola vocazione agropastorale e ormai non più adeguata. Nell'operazione sono stati finalmente recepite le variazioni dei confini amministrativi di alcuni comuni, la più antica del 1939". "Un progetto complesso, coordinato dal direttore regionale aggiunto Claudio Fabrizi, che ha richiesto competenze elevate e notevoli risorse ma di altissimo significato per le linee strategiche dell'Agenzia delle Entrate per la giusta perequazione fiscale e la semplificazione del rapporto con i propri utenti", ha detto Rossella Rotondo, direttore regionale dell'Agenzia delle Entrate.







