Blitz della polizia municipale nel terreno destinato a diventare il grande parcheggio del Mater Olbia, l'ospedale privato della Qatar Foundation la cui apertura è prevista per l'1 dicembre prossimo. Gli agenti, guidati dal comandante Gianni Serra, si sono presentati questa mattina sul terreno, di proprietà del Comune di Olbia, per sgomberare l'area e rimetterla tra i beni indisponibili dell'amministrazione comunale. Dopo l'intervento degli agenti, il terreno, quasi tre ettari, è stato consegnato all'impresa che dovrà trasformarlo nel grande parcheggio della struttura sanitaria.
Da tempo per il terreno va avanti una querelle tra l'amministrazione comunale e un allevatore olbiese, che rivendica la proprietà per usucapione dell'area, all'interno della quale ci sono alcuni asinelli di sua proprietà. Il 3 luglio scorso l'amministrazione comunale gli aveva fatto notificare l'ordinanza di rilascio dei terreni, a cui oggi è seguito lo sgombero, e con gli asinelli sono stati caricati su un furgone e portati in un maneggio.
E' la seconda causa di usucapione che pende sull'apertura dell'ospedale. Lo scorso maggio, pochi giorni prima della stipula della compravendita dei terreni, Alessandro Marini, con in mano un atto notarile di acquisizione di "diritti di usucapione" sui 59 ettari di terreni in località "Chentu Accas", ceduti dal custode dell'ex San Raffaele, il servo pastore Luigi Mulas, impose uno stop al notaio che a Cagliari stava redigendo l'atto. In seguito all'esposto del sindaco Gianni Giovannelli, la Procura di Tempio Pausania aveva avviato un'indagine per tentata estorsione, che alcune settimane fa ha portato il Gip a firmare un'ordinanza di divieto di dimora in città per Marini, 46 anni, di Ploaghe, presidente della impresa di servizi "Katar Shardana International Service", e l'immobiliarista 55enne olbiese Gigi Bardanzellu. I due vantavano il diritto di usucapione, che però per la Procura sarebbe inesistente.







