È pesantissima la mano del procuratore federale Stefano Palazzi nei confronti della Torres.
La squadra sassarese, che milita nel girone A della serie C unica di calcio (Lega Pro), è rimasta invischiata nell'inchiesta "Dirty Soccer" della Procura di Catanzaro su una vera e propria struttura d'affari specializzata nel calcio scommesse, che ha dato il là anche all'attività della giustizia sportiva.
Stamattina il procuratore federale ha chiesto la retrocessione della Torres in serie D, tra i dilettanti, con una penalizzazione ulteriore di 10 punti. Chiesti anche cinque anni di squalifica e 80 mila euro di ammenda per il presidente, Domenico Capitani, 4 anni e 60mila euro per l'ex allenatore, Massimo Costantino, 4 anni e 6 mesi per l'ex direttore sportivo, Enzo Nucifora. Al momento il presidente e la società preferiscono non rilasciare alcuna dichiarazione.
A inchiodare il patron rossoblù sono le intercettazioni legate alla presunta combine di Pisa-Torres, partita di Coppa Italia di Lega Pro, giocata il 29 ottobre 2014, per la quale Capitani è finito neul registro degli indagati insieme all'ex allenatore Massimo Costantino. L'ex direttore sportivo Enzo Nucifora era stato tirato in ballo anche per Monza-Torres del 17 dicembre 2014 e indicato dagli inquirenti come membro attivo dell'associazione criminale.
Ercole Di Nicola, direttore sportivo dell'Aquila e figura centrale dell'inchiesta, grazie alla collaborazione del complice Giuseppe Sampino, ex calciatore, oggi procuratore sportivo, sarebbe entrato in contatto con la dirigenza della Torres, ottenendo la disponibilità a vendere il risultato dell'incontro di Coppa Italia che la squadra sarda avrebbe disputato con il Pisa. Di Nicola avrebbe poi venduto il risultato dell'incontro a un gruppo di scommettitori serbi e sloveni, che in cambio avrebbero pagato agli indagati 20mila euro per l'opera prestata.
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Calcioscommesse: Torres verso la retrocessione in D







