E' stato liberato questa mattina alle 5.10, dopo oltre 48 ore di permanenza nella grotta Sa Conca e Locoli nel Montalbo, nel Comune di Siniscola, lo speleologo nuorese Salvatore Manca, 45 anni, colpito da un masso mercoledì sera mentre con altri speleologi tentava la risalita dopo una giornata di esplorazione. Dopo una prima visita dei medici del 118 nella tenda ospedalizzata del campo base, l'uomo è stato ricoverato in codice giallo all'ospedale San Francesco di Nuoro.
Lo speleologo ha una gamba e un braccio fratturati, ma le sue condizioni generali sono buone. In tutte queste ore di permanenza in grotta è stato costantemente assistito dal personale sanitario del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (Cnsas). "Era su di morale rideva e scherzava forse per sdrammatizzare la situazione" ha detto uno dei soccorritori. L'operazione di recupero è stata gestita da 50 uomini del Cnsas, due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Nuoro e dai carabinieri di Siniscola. Ieri pomeriggio è stato necessario l'arrivo di un gruppo di disostruttori dal nord Italia per allargare un budello strettissimo in cui far passare la barella, e l'utilizzo di microcariche esplosive.
Una volta fatto spazio, intorno alle 20 è iniziato il trasporto del ferito con l'autorizzazione della Prefettura di Nuoro e l'assistenza del medico e dell'infermiere, entrambi della commissione medica del Cnsas, che hanno monitorato la situazione passo passo.L'uomo è stato assistito nei tratti allagati e nei piccoli laghi dal gruppo dei tecnici speleo subacquei, ma non è stata necessaria l'immersione con le bombole: i disostruttori sono riusciti ad allargare le pareti del punto allagato per permettere il passaggio della barella senza immersione. I vigili del fuoco hanno aiutato il trasporto allestendo una teleferica esterna. All'uscita, dopo aver adagiato il ferito nella tenda medicalizzata, tutte le persone impegnate da mercoledì notte nei soccorsi, stremate dalla fatica, si sono fermate al campo base per un breve ristoro.
Un applauso liberatorio ha accolto l'uscita della barella, che alle 5.10 di stamattina, ha trasportato lo speleologo nuorese Salvatore Manca fuori dalla grotta "Sa Conca e Locoli" nel Montalbo a Siniscola, in cui era imprigionato da 48 ore, dopo il ferimento a causa di un masso che si è staccato dalla parete. Un'operazione di salvataggio terminata dopo 31 ore di lavoro per opera di 50 uomini del Soccorso alpino, due squadre dei vigili del fuoco e i militari della Compagnia di Siniscola. Ad attendere il ferito nel campo base, oltre ai tanti amici, c'erano la moglie e la figlia dell'uomo, che lo hanno potuto finalmente salutare, dopo ore di angoscia e preoccupazione.
"Stava bene, era su di umore, ha scherzato lungo tutto il percorso dentro la grotta" ha detto Carlo Taccori, coordinatore delle operazioni di soccorso, con incarico della Prefettura di Nuoro in qualità di direttore del Soccorso speleologico della Sardegna. Il ferito dopo una prima visita nella tenda del campo base in cui lo hanno atteso i medici del 118, è stato trasportato all'ospedale San Francesco di Nuoro, dove è stato ricoverato nel reparto di Ortopedia per delle fratture al braccio a alla gamba.
"Salvatore è un uomo forte, una persona solare e positiva e soprattutto sapeva di affrontare questa avventura tra amici, questo ha creato il clima positivo che ha permesso un buon esito delle operazioni – ha aggiunto Taccori -. L'ambiente della speleologia in Sardegna è un ambiente chiuso, ci conosciamo tutti e sappiamo di essere pronti per affrontare qualsiasi emergenza. Lo sapeva anche Salvatore in quelle ore ed ha affrontato l'avventura con la massima serenità". Nessuna paura di non farcela, nonostante le difficoltà nell'attraversare un budello strettissimo, sifoni allagati e laghetti in un percorso di quasi 600 metri dall'ingresso dalla grotta.
"Neanche per un secondo siamo stati sfiorati da qualche dubbio di non farcela – ha risposto Taccori – Passiamo il nostro tempo libero ad addestrarci anche nelle condizioni più difficili. Eravamo sicuri dei nostri mezzi. Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico ci ha messo a disposizione tutto ciò che serviva. Sono arrivati in nostro aiuto con un volo dell'Aeronautica militare i disostruttori che ci hanno aiutato ad allargare le pareti per far passare le barelle. E tutto è andato come doveva andare".







