Centoventi chili di pesce conservati nelle celle frigorifere senza alcuna documentazione sulla provenienza sono costati una multa da 1.176 euro e il sequestro di tutta la merce al titolare di un ristorante dell'oristanese molto conosciuto e apprezzato proprio per la cucina a base di pesce.
Il verbale è stato elevato dalla Guardia Costiera di Oristano a conclusione di un controllo eseguito in collaborazione con il personale del Dipartimento prevenzione e sicurezza alimentare della Asl 5. Nelle celle frigo del ristorante c'era un po' di tutto: dentici, tranci di pescespada, ritagli di tonno, code di rospo, cefali, cannolicchi e polpa di ricci conservata in bottiglie di plastica. Negli uffici del locale, invece, nessun documento che consentisse di accertare le provenienza del pescato.
I controlli in materia di tracciabilità, spiega una nota della Guardia Costiera, servono non solo a tutelare la salute dei cittadini e i ristoratori che operano nel rispetto della legge e dall'altra a evitare per esempio che vengano serviti come locali e freschi prodotti di incerta provenienza o surgelati.







