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Ad Alghero esiste un mercato nero di liquami provenienti dalle fosse settiche di privati, a volte anche di intere lottizzazioni, e da scarichi abusivi. E' la denuncia di Abbanoa: Si tratta di rifiuti speciali che dovrebbero essere conferiti nei depuratori abilitati, ma questo avviene in una misura prossima allo zero.
Si potrebbe ipotizzare che possano essere proprio quei liquami smaltiti senza nessuna tracciabilità a causare i fenomeni di inquinamento che hanno portato all'ordinanza del sindaco di Alghero, Mario Bruno, per l'interdizione dalla balneazione nel litorale urbano che va dal San Giovanni al Lido e si estende per un chilometro. "Dove finiscono i liquami prelevati da autospurgo privati ad Alghero?", chiede retoricamente la società che gestisce i servizi idrici e fognari in Sardegna. "Al depuratore di Santa Maria La Palma non risulta nessuna ditta di autospurgo accredita e nessun conferimento – fa sapere Abbanoa – eppure sono diverse le zone del territorio di Alghero non servite dalla rete fognaria e che dovrebbero fare affidamento su fosse settiche da vuotare periodicamente, ancor di più nel periodo estivo". 

"Negli impianti fognari di Alghero non c'è alcun malfunzionamento", così Abbanoa respinge i sospetti che l'inquinamento delle acque del lido, dove da ieri è vietata la balneazione, dipenda dai problemi dell'impianto di raccolta dei reflui e del sistema di depurazione. I tecnici della società hanno controllato le reti fognarie cittadine, ma non è emerso nulla che legittimi il collegamento tra inquinamento e stato della rete fognaria.
Dalla verifica dei pozzetti del lungomare non sono state riscontrate anomalie, ristagni, rotture o sversamenti. "Anzi, è stata riscontrata una condizione ottimale dei collettori fognari", fa sapere Abbanoa. Le condotte fognarie di via Lido e del lungomare Barcellona distano 50 metri dalla battigia. "Per arrivare al mare i reflui dovrebbero attraversare la spiaggia, ma sarebbero visibili anche in superficie", spiega Abbanoa per ribadire che "non c'è nesso tra i divieti di balneazione e le reti di Abbanoa o il depuratore di San Marco". Abbanoa assicura di voler fornire al Comune il massimo supporto per individuare le cause del fenomeno che ha reso necessaria l'interdizione ai bagnanti nel tratto di mare da San Giovanni al camping Mariposa.