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"Un'altra gravissima prova di inefficienza con il consueto scaricabarile sui sindaci e sui Comuni". Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta quelli che definisce "i ritardi nell'assegnazione dei bus agli studenti resi pendolari dal piano di dimensionamento scolastico della Giunta Pigliaru".
"Prima hanno chiuso quasi una trentina di scuole – attacca l'ex governatore – nonostante in campagna elettorale avessero promesso l'esatto contrario, poi hanno garantito un servizio di trasporto dedicato agli alunni che dovranno recarsi in altri comuni per frequentare le lezioni e, a pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico, sono ancora in alto mare. Altro che buona scuola – denuncia Cappellacci – la Giunta di centrosinistra ha posto in essere un piano affonda-scuola, che lede il diritto allo studio e che moltiplica le difficoltà per le famiglie e per i Comuni".

"La scuola sarda è nel caos e la Giunta regionale non sembra essere cosciente delle proprie, gravissime responsabilità, che sono iniziate con l'adozione di uno sciagurato piano di dimensionamento con il quale si sono chiuse decine di scuole nei piccoli Comuni delle zone interne e si sono conseguentemente ridotte le esigenze di nuove immissioni in ruolo nell'organico docente". Così il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni.

"I tempi pressanti imposti per l'adozione e l'attuazione del Piano non hanno, evidentemente, consentito di valutare appieno le conseguenze di ciò che si stava facendo – sottolinea l'esponente della minoranza – La presunzione di non voler dare ascolto agli allarmi lanciati dall'opposizione ha fatto il resto. Disposta la chiusura degli istituti, per l'esecutivo è arrivato il momento di improvvisare qualche mezza soluzione per arginare il malcontento dilagante. E' nata così l'idea degli scuolabus, finanziati con i fondi del piano di sviluppo rurale, ma i tempi per la predisposizione e l'assegnazione dei bandi non sono compatibili con quelli di un piano presentato a febbraio affinché fosse operativo già a settembre. Il risultato è che tra una decina di giorni inizieranno le lezioni e ai Comuni e alle famiglie verrà chiesto di arrangiarsi".
Secondo Dedoni, "non è diversa la situazione delle centinaia di insegnanti precari sardi che si sono visti assegnare delle cattedre nella Penisola. La Giunta ha voluto chiudere le scuole senza pensare che, riducendo il numero complessivo delle classi, non sarebbe stato possibile avere un maggior numero di insegnanti di ruolo e che, pertanto, i precari sardi da stabilizzare sarebbero stati destinati in massima parte in istituti di altre Regioni".