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"Su 1.996 detenuti presenti in Sardegna 1.456 sono concentrati in cinque istituti; 315 sono suddivisi nelle tre colonie penali, 225 tra Badu 'e Carros e Alghero. Nonostante i 2.730 posti regolamentari, tre strutture penitenziarie su 10 sono sovraffollate e due al limite della capienza, mentre le Case di reclusione all'aperto, con 723 posti disponibili, sono occupate solo per il 43,56%. E' evidente che c'è qualcosa che non funziona", lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione Socialismo Diritti Riforme, con riferimento ai dati diffusi dal Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria che fotografano la realtà isolana al 31 agosto scorso.
"Nel mese appena trascorso nell'Isola tre istituti su 10 hanno registrato la presenza di ristretti oltre la capienza regolamentare. In maggiore sofferenza – sottolinea Caligaris – le strutture di Tempio (181 reclusi per 167 posti) e Oristano (274 per 266), due realtà destinate alla detenzione in regime di Alta sicurezza e con condannati all'ergastolo ai quali peraltro non è garantita la cella singola. Situazione stabile con sovraffollamento seppur contenuto a Lanusei dove sono reclusi 38 sex offender per 33 posti regolamentari. Al limite, invece, la situazione a Sassari-Bancali con 414 cittadini privati della libertà su 455 posti letto (compresi i 92 del regime al 41bis non ancora del tutto occupati essendoci attualmente circa 70 ristretti) e a Cagliari-Uta dove 549 reclusi, molti dei quali con problematiche legate alla tossicodipendenza e/o in doppia diagnosi, convivono in 649 posti, compresi però i 92 del Padiglione del 41bis chiuso perché non sono stati portati a termine i lavori in seguito al fallimento di Opere Pubbliche. E mentre le mega-strutture continuano a crescere nei numeri, con difficoltà gestionali per direttori con doppi e tripli incarichi, per gli agenti e per gli operatori, le Colonie penali non vengono utilizzate pienamente e rischiano di decadere".
"L'auspicio – ha concluso Caligaris – è che il nuovo Provveditore regionale, Enrico Sbriglia, per quanto di competenza, possa rappresentare la difficoltà oggettiva in cui il sistema isolano si trova anche per le distanze e la viabilità".