Cade un aereo a quindici miglia dalle coste di Capo Figari, ma è solo una finzione. Si chiama "Squalo 2015", l'esercitazione internazionale andata in scena oggi nel Nord Sardegna e che ha visto coinvolte la Capitaneria di Porto di Olbia, tutte le forze di Polizia, vigili del Fuoco, 118, la Asl di Olbia, mezzi aerei e navali francesi, spagnoli, turchi.
Sono state 300 le persone coinvolte nella maxi esercitazione che ipotizzava l'incidente aereo del volo diretto da Milano a Olbia che, poco dopo le 8 di questa mattina, ha lanciato il May Day per poi scomparire dai radar, precipitando in mare a 15 miglia da Capo Figari. Su 120 persone a bordo dell'aereo, si sono registrati 60 dispersi, 30 cadaveri e 18 feriti-figuranti, poi trasportati a bordo di imbarcazioni e aerei e assistiti a terra nelle postazioni di primo soccorso allestite al porto dell'Isola Bianca di Olbia e poi trasferiti all'ospedale Giovanni Paolo II (tra questi 5 codici rossi, un morto e 7 codici gialli).
Un'operazione che ha consentito di mettere alla prova il sistema dei soccorsi a mare e la gestione dell'emergenza che, oggi come nella realtà, ha coinvolto più soggetti e il cui scopo era quello di registrare eventuali criticità, correggere gli errori e addestrare al meglio i soccorritori.







