Su tre nuovi presunti casi di abuso d'ufficio si stanno concentrando le indagini della Procura di Cagliari sui vertici di Abbanoa. Sospetti di mobbing su alcuni dipendenti sui quali sta lavorando in questi giorni, con una serie di interrogatori, il pm Giangiacomo Pilia. Al momento, nessun nuovo indagato.
Fatti che, però, potrebbero confluire nell'inchiesta principale chiusa a fine luglio e aperta nel 2013 per far luce sulla voragine da 800 milioni di euro nelle casse della società che gestisce l'acqua in Sardegna. L'inchiesta sui debiti era poi stata accantonata dopo la revoca dell'istanza di fallimento della Spa a capitale pubblico, con la Regione che aveva dato ossigeno e liquidità al gestore. L'indagine si era così concentrata e chiusa su quattro imputazioni di abuso d'ufficio e l'invio di parte degli atti alla Procura della Corte dei Conti per la valutazione della legittimità delle spese compiute dalla società partecipata della Regione – assieme alla maggior parte dei comuni sardi.
Chiusa l'inchiesta, dunque, nel registro degli indagati per le quattro ipotesi di abuso d'ufficio erano stati iscritti l'ex amministratore unico Carlo Marconi e l'attuale direttore generale Sandro Murtas, entrambi difesi dall'avvocato Massimiliano Ravenna. Assunzioni senza procedura pubblica e ipotesi di mobbing al centro delle contestazioni. Ora le nuove tre ipotesi di abuso d'ufficio, come detto senza indagati, aperte con un nuovo fascicolo ma sempre legate alla vecchia inchiesta. Il magistrato ha già sentito alcuni testimoni e fissato per i prossimi giorni altri interrogatori. Se questi nuovi accertamenti verranno conclusi rapidamente non è escluso che vengano inseriti nell'inchiesta già chiusa.







